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Moretti jr, fallita L.M. Retail srl: un milione di debito col fisco

Luca Serafini
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Un milione di debito con il fisco: dichiarata fallita L.M. Retail srl di proprietà di Andrea Moretti, 40 anni, figlio di Antonio, imprenditore del vino e della moda. Entrambi sono coinvolti nella maxi inchiesta della procura di Arezzo su un presunto autoriciclggio da 25 milioni di euro. La vicenda di L.M. Retail non è però collegata con il caso che il 23 novembre 2018 ha portato agli arresti Antonio, Andrea e due stretti collaboratori del gruppo con una decina di indagati. Tra questi figura Paolo Colzani, amministratore della srl oggetto ora della sentenza del tribunale fallimentare di Arezzo. La ditta del settore commerciale abbigliamento, con sede a Siena, ma di proprietà al cento per cento di una società inglese di Andrea Moretti, ormai da alcuni anni era una scatola vuota dal punto di vista operativo, con un debito pesantissimo. In passato i dipendenti, una trentina, venivano prestati ad altre società per lavori di vario tipo. Ormai inutile, ne è stato chiesto il fallimento dal procuratore della repubblica di Arezzo, Roberto Rossi. La documentazione relativa a L.M. Retail sarebbe stata comunque trovata presso la sede di Arezzo del gruppo Moretti, in via Pastore, quella dove la Guardia di Finanza aveva piazzato cimici nel corso delle indagini. Intanto oggi, mercoledì 3 aprile, a Firenze i giudici del Riesame valutano il ricorso di Antonio Moretti, 68 anni, ai domiciliari da oltre quattro mesi nella Tenuta Sette Ponti, che si è visto negare dal giudice Piergiorgio Ponticelli la libertà anche dopo l'interrogatorio. Domiciliari finiti invece per Andrea e per il ragioniere Marcello Innocenti. Misura cautelare in vigore per Paolo Farsetti, l'altro factotum. Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza nella maxi inchiesta, con una serie di passaggi tra società italiane ed estere, con prestanome e manovre, sarebbero stati ripuliti milioni provenienti da reati fiscali e tributari. Il 9 aprile a Roma l'impalcatura accusatoria sfociata nei sequestri di beni mobili e immobili per equivalente, passa al vaglio della Cassazione. ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 3 APRILE