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Ladri tornati in azione dal gommista Fredy

La simulazione col manichino

Luca Serafini
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I ladri tornarono dal gommista Fredy Pacini due mesi dopo l'incursione terminata con la morte di Vitalie Mircea, moldavo di 29 anni, uno dei malviventi colpito da Fredy all'interno del capannone di Monte San Savino il 28 novembre. L'intrusione successiva avvenne il 24 gennaio e finora la notizia non era circolata. Ne parla il Corriere di Arezzo in edicola oggi, 25 aprile, mentre l'inchiesta volge al termine con un ultimo atto l'interrogatorio al 57enne savinese da parte del pm Andrea Claudiani. Indagato per eccesso colposo di legittima difesa, dopo la perizia con il manichino, Fredy pare avviato verso il proscioglimento per aver esercitato la legittima difesa anche applicando la vecchia legge, più restrittiva di quella nuova. IL 24 gennaio Pacini ha denunciato ai carabinieri di Monte San Savino che qualcuno, nella notte, penetrò nell'area dell'azienda invia della Costituzione. Segni di scavalcamento sulla recinzione, pila di pneumatici manomessa, container usato come magazzino aperto e rovistato. Non fu asportato nulla, probabilmente perché i ladri furono disturbati oppure perché non avevano trovato nel contenitore materiale di interesse. Un episodio tuttavia che turbò l'imprenditore savinese. Era stato proprio per lo stillicidio di furti tentati e subiti, che Pacini negli anni precedenti aveva deciso di dormire in azienda. La notte dell'assalto a colpi di mazza, fece fuoco con la pistola regolarmente detenuta. Il colpo mortale alla coscia raggiunse Mircea con traiettoria dall'alto in basso, perché era scivolato. Lo choc emorragico, due litri di sangue persi internamente, causò il decesso. Colpi esplosi a distanza, dal balcone del soppalco dove si trovava, nel cuore della notte, mirando alle gambe: legittima difesa, quindi, salvo improbabili colpi di scena. ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 25 APRILE