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Pionta, restano in carcere 24 spacciatori arrestati: caccia ai 7 sfuggiti

Luca Serafini
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Restano in carcere 24 spacciatori arrestati nella maxi retata della polizia al Pionta e in altri luoghi di Arezzo. Solo sei rimessi in libertà dal giudice, con obblighi cautelari più leggeri, divieto di dimora ad Arezzo: si tratta dei pusher con posizioni meno gravi e dediti a cessioni di droghe leggere. L'udienza di convalida degli arresti è terminata all'una di notte, con la lettura del dispositivo da parte del giudice Piergiorgio Ponticelli che a partire dalle 9 del mattino di sabato, al carcere di Arezzo, ha visto sfilare davanti a sé una trentina di nigeriani e africani di altre nazionalità. Un via vai di avvocati, una maratona no stop. Soltanto un paio di spacciatori hanno risposto all'interrogatorio, mentre gli altri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Ma chi ha parlato lo avrebbe fatto solo per dire: "Non c'entro", senza collaborare in modo significativo. Proseguono le indagini della squadra mobile di Arezzo: mancano all'appello altri 7 spacciatori nei confronti dei quali sono stati raccolti elementi di prova su una serie di cessioni che vanno ben al di là della modica quantità che, per la legge, è reato minore. Con gli arresti 'differiti' gli inquirenti hanno potuto far scattare le manette dopo avere una serie di elementi ottenuti con agenti infiltrati, riprese visive e appostamenti. Tra le catture eseguite nel blitz con elicotteri, cani e dispiego di uomini, quelle operate nelle settimane precedenti e i fuggitivi, sono 41 i trafficanti di sostanze stupefacenti nel mirino dell'indagine coordinata dal pm Julia Maggiore. Da individuare il livello superiore: chi controlla la rete dello spaccio? Intanto ad Arezzo i cittadini si sono riappropriati del parco del Pionta: visite guidate e passeggiate serene senza l'incubo dei pusher. Sperando che duri.