Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Ucciso dallo specchietto del bus: omicidio stradale. Ma il pedone non doveva stare lì

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Omicidio stradale: è il reato contestato all'autista del bus di Tiemme che nel novembre del 2017 a San Leo di Arezzo investì e uccise Argante Sinatti, 70 anni, urtato alla tempia con lo specchietto. L'uomo morì sul colpo. Si trovava a lato strada dopo essersi fermato con la sua auto per raccogliere un capriolo travolto da un'altra macchina e rimasto sul ciglio della Sr 69. Il mezzo pubblico era proveniente dalla città e diretto verso Pratantico. Sulla base degli accertamenti, l'autista, P.M., sessantenne con lunga esperienza, doveva essere nella condizione di evitare quella collisione, tenendo un comportamento di guida diverso. Per questo è fissata l'udienza preliminare per l'11 giugno. La famiglia ha chiesto un risarcimento danni all'assicurazione di Tiemme per 600 mila euro. La perizia sull'incidente, disposta dal pm Julia Maggiore, ha individuato anche errori, purtroppo con esito fatale, commessi dalla vittima. Come automobilista non doveva fermare la macchina sul bordo della strada e come pedone non doveva costituire intralcio, se non per motivi di necessità. Occuparsi dell'animale selvatico, viene scritto nel fascicolo, non era suo compito. L'uomo, molto amico degli animali, aveva un cane in auto che vanamente aspettò il suo rientro nell'abitacolo. ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 15 MAGGIO