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Fredy, "omicidio legittimo": i 6 elementi. Ma la sorella del ladro può opporsi

Luca Serafini
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Ladro ucciso, Fredy Pacini attende la decisione del gip di Arezzo sulla richiesta di archiviazione formulata dalla procura per "legittima difesa putativa". Non c'è una data, mentre invece la sorella di Vitalie Mircea, il moldavo morto, ha venti giorni di tempo per presentare opposizione. L'avvocato Cristofori del foro di Bologna, che la assiste, ha ricevuto l'avviso del deposito dell'atto da parte del pm Andrea Claudiani e ora si riserva di valutarlo attentamente. Intento della donna moldava è quello di "conoscere i fatti", dice, per poi prendere le successive determinazioni. Sono sei i punti emersi dalle indagini e in base ai quali il magistrato ritiene non punibile penalmente il gommista di Monte San Savino che il 28 novembre 2018 esplose cinque colpi di pistola all'indirizzo del ladro entrato nel capannone dove dormiva dal 2014 dopo un grosso furto e una serie di altri episodi. 1) La porta del magazzino fu sfondata con violenza con il piccone; 2) i ladri erano più di uno in luogo isolato e in piena notte; 3) avevano una torcia per avvistare cose e persone: se spenta, il riflesso poteva sembrare una pistola; 4) callidità, destrezza, sfrontatezza dei malviventi lasciano supporre che erano disponibili ad una aggressione fisica; 5) Pacini non aveva vie per uscire dall'immobile: c'era solo la scala per scendere nell'officina dove si trovavano i ladri; 6) il gesto di Pacini fu in relazione alla minaccia che poteva concretizzarsi se i ladri, come verosimile, avevano armi da fuoco. Applicata quindi la scriminante della legittima difesa, nella forma 'putativa' del comma 4 della vecchia legge. Non è punibile chi reagisce anche se non realmente aggredito, ma nella condizione in cui ha la percezione, in buona fede, di essere sottoposto ad un rischio elevato per la sua persona. Il caso, appunto, di Fredy Pacini. Secondo la procura di Arezzo. ARTICOLI SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 16 MAGGIO