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Fredy su facebook: "Grazie a tutti, anche se non è finita"

Fredy Pacini con la moglie

Luca Serafini
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"Grazie, anche se non è ancora finita". Fredy Pacini ringrazia su facebook. Sabato sera, il gommista di Monte San Savino ha pubblicato un post al termine della settimana durante la quale la procura della repubblica di Arezzo ha chiesto per lui l'archiviazione: legittima difesa putativa. Avrebbe ucciso il ladro moldavo entrato in ditta con la percezione di essere in pericolo e anche se non fu aggredito, l'azione da lui tenuta - aver sparato con la pistola in direzione della persona - non è punibile. Né come dolo né perseguibile come colpa. Pacini scrive: "Carissimi amici, sono consapevole che la vicenda non è conclusa, ma sento il bisogno di ringraziarvi dell'affetto che mi dimostrate, che non è mai mancato in tutti questi mesi e che spero non mancherà in futuro. Il giorno che ho saputo della richiesta di archiviazione ho ripensato alla vostra fiaccolata, alle volte che mi emoziono rivedendo quelle immagini, a quanto mi dispiace non potervi abbracciare fisicamente tutti, uno per uno. Ringrazio l'Autorita giudiziaria e le Forze dell'ordine che hanno svolto il loro lavoro con il massimo impegno, la mia famiglia che mi è sempre vicino, i miei concittadini e tutti coloro che, anche con piccoli gesti, mi hanno aiutato tantissimo. Ringrazio le Istituzioni, che non mi hanno mai fatto sentire solo e che anzi hanno sempre dimostrato la loro vicinanza in ogni occasione e fin dal primo giorno. Ringrazio il mio avvocato e tutti i professionisti da me incaricati, così come tutti i giornalisti che si sono occupati del mio caso, scusandomi con chi chiede di parlare con me e riceve un rifiuto, ma chi mi conosce sa che non sono per carattere un grande parlatore, e lo sono ancora meno quando si tratta di parlare di ciò che è accaduto. Grazie di cuore a tutti voi." Nel procedimento Pacini è difeso dall'avvocato Alessandra Cheli. Il pm che ha seguito l'inchiesta è Andrea Claudiani. Spetta al giudice stabilire se la vicenda va chiusa con il proscioglimento. Prima ancora, la parte offesa (la sorella del moldavo rimasto ucciso) ha venti giorni di tempo dal deposito della richiesta di archiviazione, per opporsi.