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Morì urtato da specchietto, autista del bus a processo

Luca Serafini
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Rinviato a giudizio l'autista di Tiemme che alla guida del bus, alle porte di Arezzo, urtò con lo specchietto e uccise il pedone Argante Sinatti, che a bordo strada spostava un capriolo investito. Avvenne a San Leo lungo la strada regionale 69 il 4 novembre 2017. Il gap Angela Avila ha fissato per il 12 novembre il processo a P.M., classe 1958, esperto conducente di mezzi pubblici, accusato di omicidio stradale. E' difeso dall'avvocato Piero Melani Graverini. I familiari dell'uomo rimasto ucciso, che abitava a Pratantico e aveva 70 anni, sono parte civile con l'avvocato Tiberio Baroni. Era di sera al buio e, notato il capriolo sulla strada, accostò, scese e per lui fu la fine. Sopraggiungeva l'autobus che impattò sulla sua destra Sinatti. Fatale al pensionato fu il colpo con lo specchietto, proprio alla tempia. Le indagini svolte dal pm Julia Maggiore hanno stabilito che l'autista con una condotta di guida diversa avrebbe potuto evitare l'incidente: “Poteva vedere l'ostacolo per tempo e compiere le manovre richieste come la frenatura o deviazione e superamento con spostamento  a destra”. Nello stesso tempo la perizia ha stabilito che il comportamento della vittima ha inciso nella tragedia: come automobilista non doveva parcheggiare lungo la regionale e, come pedone (pur non tenuto a indossare il gubbino catarifrangente) fu “di intralcio alla circolazione”. Il decesso fu immediato. A bordo dell'auto di Sinatti, il suo fedele cane attese invano il padrone. Ora il processo.