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Banca Etruria, i commissari incontrano i sindacati. Mugnai (Cgil): “salvaguardare l'accordo”

Antonella Lunetti
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I Commissari che Banca d'Italia ha inviato a Banca Etruria hanno incontrato nella stessa tarda serata di mercoledì 11 febbraio nella sede di via Calamandrei ad Arezzo i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. “Uno per sigla – afferma il segretario della Cgil, Alessandro Mugnai. Un gesto di attenzione e di cortesia che non possiamo non sottolineare. Hanno comunicato la disponibilità a rispettare, in via di massima, i contenuti dell'accordo sindacale siglato la scorsa settimana dall'azienda. E questo ferma restando la salvaguardia dei depositanti, cioè delle persone che hanno affidato i loro risparmi a Banca Etruria. Confermo quanto ho già dichiarato: abbiamo di fronte un buon accordo, necessariamente difensivo perché destinato a tutelare 410 posti di lavoro. E questo nella consapevolezza che l'economia locale non può permettersi ulteriori salassi. Confermo l'importanza della salvaguardia dell'accordo anche in relazione al fatto che la situazione di crisi non può essere certo pagata dai dipendenti che hanno dato tutto il possibile in termini di professionalità e disponibilità. L'epilogo a cui si è arrivati oggi, e mi trovo costretto a ripeterlo, è la certificazione ufficiale dell'inadeguatezza dell'intera governance di Banca Etruria, intendendo con essa sia i Consigli d'Amministrazione che i gruppi dirigenti che in questi anni sono stati al timone dell'istituto. Confermo l'assoluta strumentalità di indicare tra i corresponsabili della crisi le migliaia di piccoli e medi imprenditori che hanno lavorato con Banca Etruria in questi anni. Le responsabilità vanno cercate altrove e l'attenzione deve ricadere sui rapporti particolari della Governance con soggetti che hanno determinato quei crediti anomali che hanno portato a questo epilogo. Illuminanti sono le considerazioni di Banca Italia a questo proposito pubblicate sul sito dell'istituto di vigilanza. Adesso la parola passa ai Commissari ma tutti devono fare la loro parte. I lavoratori hanno fatto e faranno la loro. Noi, per quello che ci compete, non possiamo essere accusati di reticenza: ci chiediamo se tutti possono dire altrettanto. Ci auguriamo poi che il Governo possa fare qualcosa di più e di diverso rispetto al lapidario commento “dura lex sed lex” del Ministro Boschi. E auspichiamo che le istituzioni locali si attivino concretamente e facciano sentire una solidarietà non solo formale ai lavoratori ma anche ai piccoli risparmiatori e alle Pmi che continueranno a sostenere, questo è l'augurio della Cgil, una nuova e diversa Banca Etruria", conclude la Cgil.