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Banca Etruria, lettera di Bracciali (Pd) ai Commissari: "Non fate solo pulizia, ma create le condizioni per il futuro"

Antonella Lunetti
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Matteo Bracciali ha inviato una lettera aperta ai Commissari di Banca Etruria, Riccardo Sora e Antonio Pironti. La premessa è dedicata alla consapevolezza sia del momento che del ruolo ricoperto da ognuno: “Voi state assolvendo ad un compito delicato e prezioso che svolgete in piena autonomia e nella irrinunciabile riservatezza. Io, da parte mia, sono il capogruppo consiliare del maggior partito di questa città, il Pd, e per di più mi candiderò a Sindaco nelle prossime elezioni di maggio. Voi dovete lavorare in silenzio ma io non posso stare in silenzio. Immobile alla finestra, a guardare in attesa di quello che accadrà. E a fare, alla fine, i classici e facili commenti di comodo”. Fatta questa premessa, Matteo Bracciali entra nel merito: “In molti vi avranno detto che Banca Etruria non è per noi aretini una banca come le altre. Non solo vi confermo che è vero ma ve lo assicuro dal mio angolo di visuale, quello di un uomo di 30 anni che è nato un secolo dopo questa banca. Per tutti noi, senza eccezione alcuna, “la banca” è quella dell'Etruria. Non c'è famiglia che non abbia avuto (o abbia) un parente o un amico dipendente dell'istituto. Negli anni Sessanta e Settanta questo ragionamento lo si poteva fare solo con la grande Lebole. La nostra è una bellissima città che ha sempre avuto punti di riferimento condivisi: quella che veniva chiamata semplicemente la Banca Popolare era uno di questi. Creata dagli aretini, gestita dagli aretini. Soci, dipendenti, risparmiatori”. Bracciali evidenzia la il bisogno di chiarezza e trasparenza che è dell'intera città: “Non le voci per la strada ma i documenti ufficiali e pubblici di Banca Italia gettano molto più che una nera ombra su una storia che vi ho appena accennato. I miei valori, la mia età e la mia storia non mi creano alcun problema nel dirvi la durezza del vostro lavoro sarà l'unica speranza di rinascita della banca. Pulizia e trasparenza per ripartire daccapo”. Durezza che deve tener presente anche le persone, totalmente incolpevoli, che rischiano di subire i riflessi negativi di questa vicenda: “Voi sapete bene che dietro i numeri ci sono le donne e gli uomini. Persone che hanno lavorato dentro la banca, persone che vi sono entrate chiedendo un mutuo per la casa o un finanziamento per la piccola bottega artigiana, persone che vi hanno portato i normali risparmi di una vita di lavoro. Persone che poco o nulla sanno di giochi e di speculazioni finanziarie e che si sono fidate di Banca Etruria perché era la loro banca popolare. A voi anche il difficile compito di restituire speranza e fiducia a queste persone”. Non c'è, però, solo da fare pulizia rispetto al passato ma anche da creare le condizioni per il futuro: “Penso che il vostro lavoro sia poi anche quello di creare le condizioni per l'aggregazione di Banca Etruria ad un altro istituto. E su questo ho poco da dire e nulla da chiedervi – scrive Matteo Bracciali - se non di tenere in considerazione quanto vi ho finora scritto e cioè che il futuro che in questi mesi verrà scritto per la banca sarà anche quello della città”. Infine gli auguri: “Penso di poter dire che ogni cittadino di buon senso, al di là del ruolo e della collocazione politica, sarà a vostra disposizione. Nei giorni scorsi, quando molti hanno fatto un passo indietro rispetto alla Banca, io ho deciso di fare un passo avanti e di aprire un conto corrente. Non sono abituato né a tirarmi indietro né a stare a guardare. Non so nemmeno quanto possa essere utile questa lettera ma volevo che sapeste che molti cittadini come me credono nel vostro lavoro anche se non vi conosciamo. E ci crediamo perché non vogliamo veder morire un pezzo della nostra storia e del nostro presente e perché pensiamo di avere diritto alla speranza di vedere una nuova banca che raccolga il meglio della storia della Popolare dell'Etruria e possa rappresentare lo strumento di una nuova e moderna economia locale”.