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Quarantena, l'Inps non paga più: giorni di assenza a carico di lavoratori e aziende

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L’Inps fa sapere che la quarantena dovuta al contatto con un soggetto positivo al Covid, non sarà più considerata malattia. L’assenza da lavoro, quindi, non sarà più a carico dell’istituto. La Cisl lancia l’allarme per le conseguenze sui lavoratori, un danno che Unimpresa, associazione che rappresenta le micro, piccole e medie imprese, ha stimato fino a 700 euro per dieci giorni di assenza e oltre 1.000 per tre settimane, corrispondenti a 15 giorni lavorativi.

 

 

Silvia Russo, segretario generale Cisl di Arezzo: “La direzione nazionale di Cisl ha già chiesto un incontro con il governo affinché ripristini subito il provvedimento con cui Inps trattava la quarantena obbligatoria come malattia. Non si può scaricare il problema su lavoratori e aziende. E’ una ingiustizia. Chi viene costretto a rimanere a casa, per una questione di salute, deve essere retribuito da qualcuno”.

 

 

Il provvedimento di Inps, avrebbe effetto retroattivo per il 2021, a causa della mancanza di risorse per coprire le indennità. Un problema di coperture. La mancata indennità potrebbe portare i lavoratori a non segnalare i contatti con i positivi, andando così ad aumentare il rischio di diffusione del virus. Intanto Cisl, favorevole alla vaccinazione e al possibile obbligo vaccinale, considera discriminazioni le scelte come quella di Prada di far entrare al lavoro, dal 6 settembre, solo chi ha il Green pass.