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Treni bollenti, la protesta: "Vagoni a 50 gradi"

Francesca Muzzi
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“Costretti a farci il viaggio in piedi, perché i sedili sono infuocati”. Non ne possono più i pendolari della tratta Arezzo-Stia che in questi due giorni hanno dovuto sopportare un caldo atroce. Soprattutto nei convogli del pomeriggio, quelli che dalla stazione di Arezzo partono intorno alle 14, proprio quando il termometro è al massimo delle temperature. A denunciare le condizioni nelle quali devono viaggiare, è Giuseppe Lagonegro, un pendolare che da anni si ritrova a fare i conti con inesistente aria condizionata d'estate e freddo d'inverno. Ma se nei mesi più rigidi una sciarpa in più può salvare, in quelli più caldi è difficile trovare refrigerio. “Giovedì pomeriggio - racconta Giuseppe - quando stavo tornando dal lavoro, alla fine sono sceso in una stazione intermedia, Rassina e mi sono fatto venire a prendere. Dentro il treno non si resisteva, abbiamo chiamato anche la Polfer. Penso che ci saranno stati 50 gradi e la situazione non è migliorata quando siamo partiti. Perché dai finestrini entrava aria calda". ARTICOLO IN EDICOLA SUL CORRIERE IL 29 GIUGNO 2019