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"La campane suonano troppo e spesso": richiesta di "posticipo"

Francesca Muzzi
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A Tegoleto non chiedete mai per chi suona la campana, ma per quanto suona la campana. Ogni quarto d'ora. Estate ed inverno. Tutti i giorni della settimana. Compresa la domenica, soprattutto la domenica. Le campane della chiesa di San Biagio, iniziano a suonare alle 7.30. E avanti così ogni quindici minuti fino alla prima Messa. E se gli abitanti del posto non ci fanno più caso, anzi sarebbe il contrario e cioè se ne accorgerebbero se non suonassero, la stessa cosa non si può dire per chi a Tegoleto è arrivato da poco tempo. Vanessa Gigli è una mamma che, insieme alla sua famiglia, si è da poco trasferita. Abita a circa trecento metri - in linea d'aria - dalla chiesa di San Biagio e da quel campanile che comincia ad essere un incubo più che un invito. “Ogni domenica mattina sempre la stessa storia - racconta Vanessa - Alle 7.30 in punto cominciano a suonare le campane. E continuano così ogni quarto d'ora. Non si può riprendere sonno. Ci svegliano nell'unico giorno della settimana che possiamo dormire”. Vanessa lavora in ospedale. Fa i turni. Spesso lavora di notte e quando torna vorrebbe anche riposare, visto che poi a casa ha il secondo lavoro (o il primo), cioè quello di mamma e moglie. Ma le campane le impediscono spesso di prendere sonno e domenica scorsa, presa dalla rabbia e dallo sconforto, ha bussato alla sacrestia della chiesa. Ad aprirle il sacerdote don Jean Marie Ketentu Nkomania.  ARTICOLO SUL CORRIERE IN EDICOLA IL 25 LUGLIO E ON LINE