Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, Fiera Antiquaria: scongiurato il rischio flop per la paura Coronavirus

Antonella Lunetti
  • a
  • a
  • a

Scongiurato il flop per la Fiera Antiquaria di marzo. Il temuto drastico calo degli espositori e dei visitatori ad Arezzo per l'effetto psicosi da Coronavirus non c'è stato, o almeno è stato molto contenuto. Qualche posto vuoto tra i banchi si è notato ma nel complesso la manifestazione ha dato dimostrazione di reggere, con gli aretini e i turisti che non hanno disertato il centro storico. “In tutto sono 200 i banchi di questa edizione, di cui una cinquantina gli spuntisti. Gli espositori erano 230 nello stesso periodo dello scorso anno ma 180 due anni fa”, osserva l'assessore alla Fiera Antiquaria, Marcello Comanducci, “quindi siamo nella media, considerati i tempi attuali. Il rischio di fare una Fiera flop era alto ma alla fine 200 espositori sono buoni”. C'era attesa in effetti di vedere come sarebbe andato questo weekend, anche alla luce della circolare emanata dal sindaco Alessandro Ghinelli, in relazione alle precauzioni dettate dall'epidemia di coronavirus per assicurare lo svolgimento della Fiera Antiquaria. “La circolare vuole essere una semplice segnalazione, ribandendo di fatto la normativa nazionale”, precisa Comanducci, “in teoria già non ci dovrebbero essere espositori e turisti provenienti dalle zone rosse. Il sindaco ha ricordato di fare attenzione, la sua era semplicemente un'allerta, un avvertimento, che continuerà fino a che continua l'ordinanza nazionale”. “La spunta è andata molto bene ed è stata fatta all'aperto, nel chiostro del Comune”, prosegue l'assessore, “Il passaggio di persone in Fiera non è stato, per la giornata di sabato, ai soliti livelli ma è stato nettamente superiore a quello che c'è stato in questi giorni in città. Vediamo come andrà per la giornata di domenica, anche dal punto di vista meteorologico. Gli espositori sono tranquilli e al tempo stesso preoccupati come chiunque adesso abbia un'attività commerciale. Io ho notato tanto il rapporto tra la comunicazione fatta a livello nazionale sul coronavirus e le disdette che sono fioccate di conseguenza, al calmarsi del clamore mediatico si sono fermate anche le disdette. Anche questo primo giorno di Fiera, sabato 29 febbraio, è stato un po' un test per vedere se continuare con l'attività, ma il vuoto non c'è stato. Tutto sommato c'è stato movimento, in giro si è vista diversa gente. Persone provenienti da fuori, qualche straniero e aretini: molto meno di quello che si vede di solito ma comunque non un deserto. Come segnale di ripartenza è positivo”. “Si cammina sulle uova nella speranza che tutto rimanga così”, evidenzia Comanducci, “se dovessero aumentare i casi di coronavirus con ulteriori allerte avremmo il colpo di grazia. Per ora incrociamo le dita. Ero abbastanza convinto che venissero gli espositori, perché in fondo è il loro lavoro, sui visitatori avevo molti dubbi invece il passaggio c'è stato. A livello di pernottamenti per ora è quasi il nulla totale, le nuove prenotazioni sono poche, qualche giornaliero si è visto ma prima di rifare presenze turistiche si aspetta. La gente si è messa in stand by. Se si va verso una risoluzione e si fanno campagne di comunicazione giuste si può cominciare tamponare la situazione per l'estate ma deve finire qui. Speriamo che il picco si sia stabilizzato”. “Desidero ringraziare tutti i dipendenti dell'ufficio Fiera del Comune”, conclude l'assessore Marcello Comanducci, “che alla fine sono stati tutti presenti e molto corretti, stamani (ieri, nrd) c'erano tutti a fare la spunta e a seguire tutte le operazioni. Sono stati in gamba”.