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Coronavirus, il sindaco blinda Badia Tedalda: "Chi esce dal Comune deve essere autorizzato da me"

Francesca Muzzi
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Dal 26 marzo fino al 16 di aprile, nessuno può più uscire dal Comune di Badia Tedalda. Il sindaco Alberto Santucci ha fatto quella che viene chiamata un'ordinanza sindacale urgente per contenere il più possibile l'espandersi del Coronavirus che tra Badia Tedalda e Ponte Presale conta già “tre vittime, 26 casi positivi accertati, di cui 3 ricoveri ospedalieri in terapia intensiva e in condizioni critiche e oltre a 40 casi di isolamento domiciliare con sorveglianza attiva”, elenca il primo cittadino. Senza contare che ieri sono stati eseguiti altri 41 tamponi. “Un'elevata diffusione e una rapida progressione del contagio che in una popolazione residente di circa 550 abitanti ha già colpito il 5 per cento di essi”. Da qui l'urgenza di adottare misure ancora più restrittive rispetto all'ultimo decreto del Governo. Spiega Santucci: “Quella che entrerà in vigore da oggi e che durerà fino al 16 di aprile si chiama ‘zona arancione', perchè resta il permesso di entrata. Interesserà solo il Comune di Badia Tedalda e non la frazione di Ponte Presale che è nel Comune di Sestino e nemmeno l'enclave o isola amministrativa che comprende le frazioni di Ca' Raffaello, Santa Sofia e Cicognaja”. In che cosa consiste: “Nessuno potrà più uscire dai confini del territorio comunale e nessuno potrà più recarsi nelle altre frazioni comunali. Da oggi fino al 16 aprile compreso, sono vietati inoltre gli accessi a tutti i cimiteri comunali salvo che per la deposizione dei defunti. Gli accessi a tutti i parchi, giardini pubblici e impianti sportivi, gli assembramenti con più di due persone nei luoghi pubblici, fermo restando in ogni caso, l'obbligo di mantenere la distanza di un metro”. Per chi ha necessità di uscire dai confini avrà bisogno di due autorizzazioni. “Occorre l'autodichiarazione prevista per legge - dice Santucci - e il decreto sindacale che è un provvedimento con il quale posso autorizzare le persone ad uscire, ma con una richiesta motivata. Ad esempio una persona che deve fare una visita medica, oppure un negoziante che una volta la settimana deve andare a rifornirsi. Mi presentano una richiesta con modulo, spiegando i motivi di assoluta necessità con data e luogo di partenza e arrivo e solo a quel punto posso autorizzare con provvedimento specifico”.  ARTICOLO IN EDICOLA SUL CORRIERE IL 26 MARZO E ON LINE