Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Coronavirus, salgono i nuovi poveri ad Arezzo: più ingressi dell'80 per cento alla Caritas

Francesca Muzzi
  • a
  • a
  • a

Arrivano i soldi promessi dal Governo per fronteggiare i beni di prima necessità. Generi alimentari, per lo più. Ad Arezzo sono toccati 525mila euro dei 400 milioni messi a disposizione per tutti i Comuni d'Italia. Il sindaco Alessandro Ghinelli ha detto che per ricevere il contributo - buoni spesa - occorrerà inviare una mail. Già in queste ore verrà fornito l'indirizzo. Ci sono famiglie che con l'emergenza Coronavirus non hanno potuto contare su nessuna entrata e che oggi si ritrovano in difficoltà anche a fare la spesa. E' un quadro allarmante quello che fornisce la Caritas Arezzo che collabora con i Comuni della provincia. “In poche settimane - fa sapere il condirettore don Alessandro Nelli - il numero degli accessi al punto di ascolto ha avuto un incremento dell'80 per cento”. Significa che: “Ci sono famiglie che alla Caritas non erano mai venute, ma che si sono viste costrette dall'emergenza”. L'identikit non è quello che siamo abituati a vedere. E cioè la persona senza fissa dimora, stavolta è il vicino di casa. “A noi si sono presentati padri di famiglia che avevano la partita iva, ma che in questo momento non guadagnando, si sono trovati in difficoltà. Anche piccoli ‘imprenditori' che vivevano di qualche lavoretto, ma che mancando le entrate non sapevano come tirare avanti”. Un problema che si ripercuote nelle spese di tutti i giorni e non solo. “Alcuni li abbiamo aiutati anche con l'affitto - dice don Alessandro - Tutta gente che andava oltre al nostro solito monitoraggio”. Basti pensare l'incremento che c'è stato con i buoni spesa. “Il 250 per cento in più. Sono venuti a chiedere cibo, li abbiamo dato i buoni spesa per andare al supermercato. Perché il problema non è stare in coda quaranta minuti, ma pagare ciò che serve”. In questo periodo sono stati aiutati anche quelli che vengno chiamati “viandanti”. Sono i circensi e i giostrai. “Abbiamo aiutato anche loro - dice don Alessandro - il circo che è ad Arezzo e quello a Bibbiena, i giostrai di Sansepolcro. Anche loro sono rimasti chiusi nell'emergenza. Hanno smesso di fare spettacoli, nessuno va più alle giostre e così ci siamo attrezzati per trovare cibo”. Anche tanti aretini si sono adoperati per fornire da mangiare agli animali del circo. E c'è poi un altro aspetto, quello legato al dormitorio. Anche qui gli accessi sono aumentati. Circa venti rispetto alla metà che erano prima dell'emergenza. “Persone che magari lavoravano durante la giornata e trovavano un posto da dormire anche all'interno delle stesse aziende. Ora visto che tutto è chiuso chiedono ospitalità da noi”. “E' dura - prosegue don Alessandro - Noi continuiamo ad aiutare, ma non so fino a quando riusciremo, perché gli accessi si sono triplicati”. Anche la Caritas adesso spera negli aiuti che arrivano dal Governo. “Ci auguriamo che possano servire a sfamare queste persone che vengono da noi anche con un po' di vergogna”.  ARTICOLO IN EDICOLA SUL CORRIERE IL 1 APRILE 2020 E ON LINE