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Coronavirus, ad Arezzo salgono a 2mila le domande per i buoni spesa. Venerdì 10 aprile la scadenza

Francesca Muzzi
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Nel giro di una settimana, da quando cioè il Governo ha stanziato i soldi per i Comuni da investire in beni di prima necessità - leggi buoni spesa - le domande arrivate al Comune di Arezzo toccano quota duemila. A riprova che dopo l'emergenza sanitaria, c'è quella della povertà. Anche ad Arezzo, tante, tantissime famiglie si sono ritrovate a dovere fare i conti con entrate che non ci sono più - specialmente chi era a partita iva o chi lavorava saltuariamente - e con i soldi che lentamente hanno cominciato a scarseggiare. C'è stato un 80 per cento in più di ingressi alla Caritas. Alcune delle persone che si sono presentate non c'erano mai entrate. Dalla scorsa settimana, da quando cioè il Comune ha aperto le domande per avere i buoni spesa, il due per cento della popolazione aretina ha chiesto di essere aiutata. Le domande scadono venerdì 10 aprile alle ore 20. Tre i requisiti principali per essere accettati e ricevere così i buoni spesa. Il nucleo familiare. Saranno cioè avvantaggiate quelle famiglie dove ci sono bambini o adolescenti. Nella domanda da specificare il motivo della difficoltà economica. E ancora il saldo bancario che al 31 di marzo deve ammontare a meno di 12mila euro in banca. Le entrate che ci sono state nel mese di marzo, se la casa è di proprietà o in affitto e la dichiarazione di non percepire nessun altro sussidio come il reddito di cittadinanza, oppure la cassa integrazione. Alla domanda dovrà anche essere allegata la certificazione Isee. ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA L'8 APRILE E ON LINE