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Arezzo, buoni spesa: già evase 2039 domande, restano in sospeso 549

Francesca Muzzi
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Sono 2588 le domande accolte per i buoni spesa erogati dal Comune di Arezzo grazie ai 525mila euro arrivati dal Governo. Di queste 2039 sono già state liquidate, le altre 549 restano in sospeso. Eccoli i numeri all'indomani dell'ufficialità delle graduatorie pubblicate sul sito del Comune di Arezzo e che si trovano all'indirizzo http://www.comune.arezzo.it/il-comune/servizio-informatico-sportello-unico-marketing/covid-19/buoni-spesa-emergenza-coronavirus. Le domande, per motivi di privacy appaiono solo con i numeri ID e di protocollo. “Praticamente - dice l'assessore Lucia Tanti - le domande sono state quasi tutte accettate. In totale ne erano state presentate 3325. Avevamo accolto anche quelle che erano arrivate in ritardo. Di queste ne sono state accettate 2588. Sono state scartate quelle di chi aveva fatto la domanda più volte e quindi babbo, mamma e nonni, chi non aveva capito che la domanda era unica per ogni nucleo familiare. Alla fine 2588 sono state ritenute idonee”. Ma c'è stata un'altra scrematura. “Di queste, 2039 sono già state liquidate subito, mentre le altre 549 sono ancora in sospeso”. E l'assessore spiega che cosa significa: “Può essere semplicemente la mancanza di un dato che non abbiamo trovato, perché quando abbiamo potuto tramite l'ufficio anagrafe ce lo abbiamo messo noi, oppure altro. Faccio un esempio. Sulla domanda qualcuno ha dichiarato di avere preso uno stipendio di 2mila euro nel mese di marzo. A prima vista sarebbe stata una domanda da scartare, ma così non abbiamo fatto, perché vogliamo arrivare a capire come mai sono stati richiesti i buoni spesa. E' un lavoro fatto a novembre e riscosso ora? Purtroppo il Covid 19 ha fatto tante vittime nel senso di lavoratori autonomi e quindi abbiamo deciso di dare a tutti la possibilità di spiegarsi per vedere se le domande in sospeso possono entrare in quelle da liquidare”. E veniamo alla divisione dei tagli dei buoni spesa. “Sono tre. Il massimo è di 490 euro. Il minimo di 100 euro, mentre nel mezzo ci sono quelli tra i 250 e i 350 euro. Ad Arezzo solo una famiglia ha avuto il buono da 490 euro. Circa 21 quelli da cento euro, mentre la maggioranza è nelle cifre di mezzo e cioè tra i 250 e i 350 euro”. Presto sul sito del Comune sarà comunicata anche la lista dei negozi che hanno aderito. “Vorrei sottolineare che abbiamo scelto dei buoni che vengono accettati da più esercizi commerciali e questo per favorire anche la nostra catena economica. I negozi che non potevano accogliere i buoni per motivi organizzativi, ne saranno invece, materialmente, dotati”.  ARTICOLO SUL CORRIERE IN EDICOLA IL 25 APRILE E ON LINE