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Chiese ancora chiuse e ad Arezzo il parroco lancia proposta: "Mettiamo le 'x' sulle panche per i fedeli"

Don Adriano Ralli

Francesca Muzzi
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Don Adriano Ralli, ogni domenica, prima e dopo la Messa, ferma la sua ape nelle frazioni di Gello, Pieve San Giovanni e Meliciano. Parcheggia, scende e insieme a chi lo ha raggiunto nelle piccole piazze “recito il Padre Nostro e dico loro: buon appetito”. Raccomandando sempre: “Apparecchiate a tavola anche chi è solo. Non mangiate in piedi. Rispettatevi”. Ma non fa solo questo, don Adriano. “Porto la Comunione nelle case a chi me lo chiede e anche i quotidiani locali. Perché la gente deve rimanere informata”. Non basta, però: “No, la gente ha bisogno di tornare in chiesa. Non è possibile che questo non possa accadere e che continuiamo a non frequentare le nostre chiese rimaste vuote da oltre un mese”. Suggerisce don Adriano: “Facciamo delle ‘x' sulle panche. Dove possiamo metterci seduti. Limitiamo i posti, ma non neghiamo ai nostri fedeli la gioia di ritrovarsi in chiesa”. Don Adriano, come tutti gli altri parroci della Diocesi, continua a celebrare Messa in diretta social: “Siamo in sei. Io, le suore, l'organista e l'operatore che riprende. Speriamo che la decisione di non riaprire le chiese venga rivista”. Per il momento sembra di no. Nel frattempo oltre a dare l'acqua santa e benedire le uova a bordo del motocarro Ape, don Adriano non ha mai mancato un giorno di fare suonare le campane del paese. ARTICOLO IN EDICOLA SUL CORRIERE DI AREZZO IL 29 APRILE 2020 E ON LINE