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Arezzo Fase 2, gli ambulanti dei non alimentari alzano la voce: "Si sono dimenticati di noi"

Francesca Muzzi
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Nicoletta e Valentina sono mamma e figlia e hanno un banco di abbigliamento intimo al mercato. Sei giorni su sette si svegliano all'alba e girano tutti i mercati di Arezzo e provincia. Ma da due mesi sono ferme. Loro, come altri colleghi. “E non sappiamo nemmeno quando ripartiremo”, dice Valentina. Parla a nome di chi in questi giorni, come loro, si sentono completamente dimenticati. “Almeno gli ambulanti alimentari hanno lavorato. Poco, ma lo hanno fatto. La nostra categoria invece è rimasta e rimarrà ferma”. Non hanno una data, perché “non siamo né carne e né pesce. In pratica si pagano le tasse come tutti gli altri ma non siamo equiparati nemmeno ai negozi al dettaglio che riapriranno il prossimo 18 maggio”. Non sono contemplati nemmeno nelle riaperture del 1 di giugno: “La nostra categoria - parla Valentina - ha un grado di assembramento pari a 3 che praticamente è il più alto. Siamo disperati, in particolare nella provincia di Arezzo, dove già la crisi di per se aiutava a non creare assembramenti già da tempo e nessun sindaco vuole prendersi la responsabilità di aiutarci”. Su quando ci sarà una riapertura completa del mercato, il sindaco Alessandro Ghinelli risponde: “Al momento non è all'orizzonte. Per adesso abbiamo il mercato che è aperto solo a chi vende alimentari e piante e fiori. Per il resto non è prevista riapertura. Ci sarà sicuramente un consulto con il Prefetto e con gli altri sindaci della regione, perché è una misura che io non vorrei prendere da solo, ma congiuntamente con tutti gli altri amministratori per lo meno nella mia provincia, ma vedremo se lo possiamo fare con tutta la Toscana. Perché non è giusto che ci siano figli e figliastri”. ARTICOLO IN EDICOLA SUL CORRIERE IL 29 APRILE 2020 E ON LINE