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Vittoria Ferragamo: "L'Orto del Borro, tra metodi biodinamici, trattamenti naturali e compost autoprodotto"

Antonella Lunetti
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Tre ettari di coltivazioni completamente biologiche, centinaia di galline di razze rigorosamente made in Tuscany che scorrazzano libere nei recinti, 90 ettari di vigne che producono vini che sono un' eccellenza nel panorama internazionale. Con un'unica legge: tutto qui è biologico e biodinamico. Stiamo parlando dell'Orto del Borro, le coltivazioni che circondano il borgo valdarnese di proprietà della famiglia Ferragamo, acquistato da Ferruccio Ferragamo negli anni '90 e di cui Vittoria, una delle figlie, si occupa in prima persona. “Questa primavera è meravigliosa – racconta al Corriere di Arezzo Vittoria Ferragamo – il clima è fantastico e sta giovando moltissimo alla vegetazione. Forse anche perché tutto si è fermato e la natura si è ripresa i suoi spazi”. E attacca a raccontare il suo progetto. “Per noi il Borro è un luogo da condividere con la famiglia – commenta - dove con i miei fratelli e sorelle ci ritroviamo spesso nel week end per stare tutti insieme. Da qui è nata l'idea di mettere su un orto per coltivare le verdure da mangiare in famiglia, poi mio padre ha pensato di far diventare più grande la cosa e oggi abbiamo tre ettari di coltivazioni che il nostro chef, Andrea Campani, utilizza per le sue creazioni nei nostri ristoranti (al Borro e a Firenze) e che portiamo a domicilio per la spesa familiare”. E così al Borro sono nate tantissime varietà di coltivazioni, colture perse nel tempo della tradizione toscana che sono state riscoperte. “Come il pomodoro piccolo invernare – spiega Vittoria Ferragamo – quei grappoli che una volta si lasciavano a stagionare in cantina per poterli utilizzare per tutto l'inverno, il pomodoro canestrino di Lucca, dei particolari tipi di melanzane lunghe…”. E poi i frutteti: il ciliegio, il fico toscano, la mela gialla, il kiwi, il cachi. E chi più ne ha più ne metta. “Ma abbiamo ancora tanti progetti da realizzare – anticipa la Ferragamo – dalle salse, ai sughi ai vari prodotti freschi che si possono realizzare con le nostre coltivazioni, fino ai formaggi e alle farine di grani antichi, farro e grano saraceno che dovremmo cominciare a produrre in estate”. Un km zero completamente biologico. “L'orto è nato nel 2016 – spiega – ma già nel 2015 dopo tre anni di conversione abbiamo ottenuto la certificazione biologica per le altre produzioni. Utilizziamo metodi biodinamici, guardiamo le fasi della luna, facciamo trattamenti con la tisane, realizziamo il nostro compost, cerchiamo veramente di andare il più possibile verso la natura”. Un ciclo virtuoso. Buone pratiche a cui i consumatori sono sempre più attenti. “C'è maggiore consapevolezza – commenta Vittoria Ferragamo - l'utilizzo di prodotti chimici in natura sta danneggiano noi e il nostro pianeta e le persone sono sempre più informate”. Tanto che soprattutto con il lockdown il servizio di consegne a domicilio si è intensificato moltissimo. Al Borro, oltre alle coltivazioni, si affianca anche la produzione di uova. “Mi0 padre è un appassionato di galline – conferma – ne abbiamo 180 tra la valdarnese bianca, la livornese bianca e la rossa toscana. Tutte varietà squisitamente locali”. Tradizione e attenzione maniacale alla natura. Così il Borro conquista i palati con le sua natura a km zero.