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Arezzo, titolare di una gelateria: "Un 17enne mi ha spaccato il vetro dell'auto", poi lo fa arrestare

Francesca Muzzi
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Ha sentito un tonfo sordo, è uscito dal suo bar e ha visto il cofano dell'auto rovinato e il vetro davanti rotto. Andrea Croccolino, titolare della gelateria “Yogorino” che si trova nella galleria dell'ex cinema Politeama, racconta il sabato sera che gli è costato un danno all'auto. Già identificato l'autore. Un minorenne - 17 anni - che sabato sera è stato poi arrestato dalla polizia in piazza Sant'Agostino grazie proprio al titolare. E' arrabbiato Andrea, non tanto per il danno all'auto, quanto per una movida “che sta sfuggendo di mano”, dice. Tutto è iniziato intorno alle 22.30. “Ero dentro il mio bar - dice Andrea - e stavo lavorando. Ma era tutta la sera che sentivo questi ragazzi urlare fuori. Ogni tanto arrivava anche qualche tonfo sordo. Lì per lì non ci ho fatto caso più di tanto, poi ne ho sentito uno davvero forte e alcune persone sono entrate dentro il locale per chiedere di chi fosse l'auto parcheggiata fuori in via Madonna del Prato”. “Mi sono precipitato e ho visto che l'auto, che era la mia - dice ancora Andrea - era completamente ‘ciombata'. Testimoni mi hanno raccontato che un ragazzo è prima salito su una panda e poi da lì è passato sopra la mia auto. Il tetto dell'auto è distrutto e il vetro davanti spaccato. Ho visto dei ragazzi scappare e ho cominciato a chiedere chi fosse stato”. Grazie al passaparola, il ragazzo è stato identificato in piazza Sant'Agostino. “Sono andato su e insieme a lui, che nel frattempo si era calmato, ho atteso l'arrivo della polizia”. “Si tratta di un ragazzo che ha 17 anni e che tra l'altro aveva fatto ‘scorta' di alcolici, tanto che la polizia gli ha chiesto i nomi dei locali che gli avevano dato da bere”. Oggi Croccolino sporgerà denuncia. “E' una cosa incredibile - commenta - Sabato sera ho visto una città piena di gente, alcuni senza mascherine. Assembramenti ovunque, bottiglie, una cosa incredibile. Così non andiamo da nessuna parte. Se movida significa allargare gli spazi per i tavolini e concedere a tutti la possibilità di bere, non mi sembra una grande trovata”, dice ancora.  ARTICOLO IN EDICOLA SUL CORRIERE L'8 GIUGNO 2020 E ON LINE