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Tanti: "Il decoro è bianco. Cancellerei anche i murales di Icastica"

Francesca Muzzi
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Decoro e murales: un abbinamento che fa discutere sull'opportunità di affidare ai graffitari la riqualificazione delle aree degradate. Dopo l'annuncio della presentazione di un atto di indirizzo firmato da Mery Cornacchini e Angelo Rossi con il quale i consiglieri chiedono all'amministrazione comunale di "impegnarsi affinché siano individuate all'interno del tessuto urbano delle aree da riqualificare evitando inutili imbrattamenti, causa di numerosi e dispendiosi interventi di recupero del decoro urbano" ecco che iniziano a sollevarsi i primi dubbi.  Per l'assessore Lucia Tanti, che in passato aveva già manifestato la sua contrarietà ad utilizzare le pareti come lavagne, invitando i graffitari ad utilizzare le tele, praticamente la sua posizione rimane invariata. "Messaggi sbagliati - commenta l'assessore Lucia Tanti - credo che il degrado si combatta facendo rivivere le aree, con progetti destinati a valorizzarle e farle frequentare".Per l'assessore Lucia Tanti "il decoro ha un solo colore: ed è quello della parete del muro. "Le opere d'arte sono custodite nei musei. Pur avendo una grande stima e considerazione per Pasquale Macrì, non condivido neppure i murales di Icastica realizzati in alcuni edifici del centro storico. Dipendesse da me, li cancellerei immediatamente. Il dipinto alla Cadorna mi trasmette angoscia. Gli altri realizzati in via Garibaldi li trovo fuori contesto e non ha senso averli posizionati di fronte all'affaccio della terrazza del Teatro Petrarca". articolo in edicola e on line http://edicola.corrierediarezzo.it/corriere/singol/arezzo/index.html