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Centri sociali nuova vita. Flavio Sisi: "Sistemati a spese nostre"

Flavio Sisi

Francesca Muzzi
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Dall'Oasi di Chiani a Battifolle. Da Giovi al Giotto. Il 2017 è un anno di grande impegno per i 23 Centri di Aggregazione sociale. Statuti, regolamenti e giovedì prossimo la prima seduta di insediamento del coordinamento. "Uno strumento vecchio, ma mai sfruttato", sottolinea Flavio Sisi che è il referente di uno dei 23 Cas, vale a dire quello di Venere. E' anche un anno dove ogni Centro Sociale pesca dalle proprie risorse per mettere a norma le proprie strutture che ricordiamo sono tutte comunali. "E' così - dice Sisi - con l'approvazione del nuovo regolamento nel dicembre scorso si sono resi necessari tutta una serie di interventi in vista della nuova normativa e soprattutto di adeguamento delle strutture comunali al fine di riottenere la nuova convenzione". E ciò ha comportato: "Che ogni singolo Cas si è dovuto dotare di nuovo statuto idoneo all'ottenimento della concessione, grazie anche al supporto e allo sforzo delle associazioni nazionali di riferimento. Una tra tutte l'Arci che annovera tra le proprie fila circa i tre quarti dei centri di aggregazione aretini". Ma le novità per i Cas non si fermano qui: "A seconda delle necessità e dei pregressi interventi realizzati dai singoli Cas nel corso degli ultimi 10 anni, si sono resi necessari degli adeguamenti e/o messe a norma delle strutture esistenti concessi in uso. Questo di fatto - sottolinea ancora Sisi - sta comportando spese, più o meno ingenti, che ognuno di noi sta sostenendo cercando di far quadrare i costi coi risicati bilanci di chi fa del volontariato e dell'aiuto verso il prossimo, il proprio caposaldo nello svolgimento delle attività quotidiane dei centri. Ad occhio, senza numeri certi ma con la presunzione di essere abbastanza preciso, penso si possano quantificare in uno sforzo totale di diverse decine di migliaia di euro". Importante comunque l'appoggio degli uffici comunali. SERVIZIO COMPLETO SUL CORRIERE IN EDICOLA IL 20 MAGGIO 2017