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Minore tolto al padre, il Comune: "Mai accettato un aiuto"

Francesca Muzzi
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“Le ragioni che hanno determinato l'allontanamento del ragazzo non sono dovute a motivazioni di tipo economico, peraltro vietato per legge, ma dal rifiuto da parte della famiglia stessa di accettare qualsiasi progetto che la accompagnasse a superare le proprie evidenti criticità e che garantisse tutela, sicurezza e decoro ai figli”. Arriva la replica dell'amministrazione comunale alla vicenda del padre al quale sono stati tolti i figli e portata alla luce da un post su facebook. Secondo il post che si legge ancora sul social “i carabinieri li hanno prelevati a forza a scuola fra gli urli dei ragazzi”. Il padre ha raccontato in tv la sua versione trascinando con sé la solidarietà social di un'intera città e di contro le critiche social verso questi metodi. Ieri però l'amministrazione comunale ha deciso di dare spiegazioni alla luce anche di un comunicato del consigliere comunale Angelo Rossi. “Il provvedimento - replica l'amministrazione comunale - ha fatto seguito ad un'ordinanza del Tribunale dei Minori di Firenze alla quale si è presentato l'obbligo di dare corso. Tutte le soluzioni prospettate, di tipo economico, abitativo e di supporto genitoriale, non sono state accettate, compresa la possibilità di una accoglienza che avrebbe garantito la non separazione del padre dai figli". L'amministrazione poi parla anche del modo con il quale la polizia municipale ha prelevato il ragazzo da scuola: “L'intervento all'interno della scuola è stato pertanto rispettoso sia del minore che delle prova di esame, ed è avvenuto prestando la massima attenzione a che il medesimo non fosse visto dai compagni e da qualunque altra persona, onde evitare ulteriori difficoltà ed imbarazzi. Lo stesso è stato accompagnato in maniera anonima, su un auto senza insegne, e a seguito di tutte le precauzioni preventivamente pianificate nei modi e nei tempi anche con l'Istituto scolastico". ARTICOLO COMPLETO IN EDICOLA IL 5 LUGLIO 2017