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Il racconto: "Così mi sono salvato dal cinghiale"

Roberto Veri

Francesca Muzzi
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Attaccato da un cinghiale mentre lavora su un terreno di sua proprietà in riva al Tevere. Protagonista è un giovane agricoltore di 24 anni: Roberto Veri che abita nella piccola frazione di Gragnano, nella periferia più a nord del Comune di Sansepolcro. "Ho avuto paura, tanta. Cinque minuti che ricorderò per sempre". Nel momento in cui parliamo quasi ci scherza, perché sa che tutto è terminato nel migliore dei modi. Poteva andare peggio, se non avesse avuto la prontezza di compiere un salto al volo per montare fino nella vetta del rotolone utilizzato per irrigare. "Erano circa le 9 di venerdì 21 luglio - racconta Roberto Veri - e come ogni giorno mi sono recato nell'appezzamento agricolo di nostra proprietà per smuovere l'irrigazione, in modo tale da poter bagnare l'intero campo: alcuni ettari che in questo momento sono coltivati con del mais. Il rotolone era distante circa una trentina di metri da dove avevo lasciato il trattore: come oramai è prassi, svolgo le varie procedure per tarare al meglio l'attrezzatura”. “Proprio in quel momento - dice - vedo smuovere alcune pannocchie di mais e capisco subito che c'è un animale: nulla di strano, gli argini del Tevere sono pieni di cinghiali, caprioli e tante altre specie. Continuo nel mio lavoro finché, nel giro di pochi istanti, vedo il cinghiale prendere una sorta di rincorsa e dirigersi verso di me con una certa velocità. Lì, ho capito che c'era qualcosa che non tornava e che dovevo mettermi al riparo: era probabilmente un esemplare femmina; il trattore era troppo distante, quindi nella cabina non mi potevo rifugiare, al che ho pensato che l'unico posto sicuro era la parte più alta del rotolone che è comunque un paio di metri da terra. Con un salto, questione di attimi poiché il cinghiale era davvero molto vicino, sono riuscito a salire e mettermi al sicuro: poi, con qualche urlo e dei movimenti l'animale si è allontanato". ARTICOLO COMPLETO NELL'EDIZIONE IN EDICOLA SABATO 22 LUGLIO