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Aretini nell'inferno di Barcellona: "Barricata in casa", "Fuggito dalla metro"

Francesca Muzzi
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Alice è barricata in casa. Michele e Barbara passeggiavano sulla rambla un'ora prima dell'attentato. Cinzia invece è al porto. In attesa di tornare in Italia, Massimo è scappato dalla metro. Sono le storie e i volti che emergono dopo l'attentato a Barcellona. Stessa dinamica e purtroppo morti e feriti. Gli attentatori colpiscono in agosto quando Barcellona si riempie di turisti. Come Michele e Barbara, due fidanzati aretini, partiti lo scorso 12 agosto. Sul profilo facebook le foto del Camp Nou, delle spiagge e poi quel messaggio: “Abbiamo visto. Stiamo bene”. Michele e Barbara ora raccontano dall'albergo: “Eravamo sulla rambla un'ora prima che succedesse tutto questo”. Alice invece è chiusa in casa. Non esce, non può uscire e non lo farebbe nemmeno. Alice è di Anghiari e si è trasferita a Barcellona per lavoro e per amore. “Abito a dieci minuti di cammino da dove è successo tutto”, ci racconta su messenger mentre guarda dalla finestra quello che sta succedendo. “Dalla mia finestra che dà su un cortile interno sento elicotteri volare sopra le nostre teste. Quando è successo io ero a casa. Due mie amiche che lavorano al Corte Ingles di Plaza Catalunya che sarebbe un centro commerciale. Sono state un'ora e mezzo nei sotterranei. Raccontavano che fuori c'erano gli spari”. “Appena arrivati a Barcellona - racconta Cinzia - abbiamo visto polizia ovunque, elicotteri in volo e posti di blocco! Era successo da poco. Noi siamo entrati in porto, si doveva andare proprio in centro per cena. Ora invece ci hanno detto di restare al porto". Massimo entra in metropolitana: "Eravamo sulla metro quando all'improvviso il treno si è fermato e tutti hanno iniziato ad uscire cercando rifugio". SERVIZIO COMPLETO SUL CORRIERE IN EDICOLA IL 18 AGOSTO 2017