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Attentato sulla rambla di Barcellona: morti e feriti. Timori per gli italiani. Preso il presunto attentatore

Sergio Casagrande
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Terroristi in azione a Barcellona, capoluogo della Catalogna. Attorno alle 17 del 17 agosto 2017 un furgone Fiat, di colore bianco, è piombato sulla folla che stava passeggiando sulla rambla principale. Secondo il giornale catalano "La Vanguardia", testimoni e polizia riferiscono che il conducente è andato avanti sulla strada travolgendo passanti e accelerando. Si parla di almeno 13 vittime e di 52 feriti, ma il bilancio è provvisorio. Il conducente del mezzo è fuggito a piedi ed è in corso una caccia all'uomo nel cuore della capitale catalana. L'uomo in fuga sarebbe in compagnia di un complice e si è asserragliato con degli ostaggi in un ristorante turco, il "Luna de Estambul", vicino al mercato della Boqueria. Nell'area sisono uditi degli spari. I negozi della zona hanno abbassato le saracinesche: dentro sono rimasti anche i clienti, ai quali la polizia ha  sconsigliato di uscire. Oltre ai feriti provocati dal furgone ci sono stati anche feriti e contusi per colpa delle numerose scene di panico con la folla in fuga nelle stradine circostanti la rambla (clicca qui per vedere il video). Il furgone è entrato nella rambla da plaza de Catalunya sterzando a tutta velocità dopo un semaforo superato con il rosso e ha percorso per 600 metri il passeggio centrale della Rambla de Canaletes travolgendo a decine i pedoni ed ha poi finito la sua corsa finendo contro un chiosco all'altezza del Pla de la Boqueria. «#Barcellona splendida e amica è sotto attacco Italia vicina alle autorità locali e spagnole. Pensieri rivolti alle persone colpite». Lo ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Intanto si moltiplicano le testimonianze. E molte sono degli italiani che considerano proprio Barcellona una delle mete straniere preferite. «Sono vivo solo perché non sono riusciti ad ammazzarmi, ma io ero lì nel mezzo, li ho visti, in pochi secondi ho visto uccidere non so quante persone di fronte ai miei occhi. Mi sono ritrovato chiuso in un sottoscala di un negozio e non so neanche come ci sono arrivato, non so dove sono i miei amici e non capisco ancora cosa cazzo sia successo. Amici di Barcellona scrivetemi qui per favore». È quanto si legge sul profilo Facebook di Alessio Stazi, italiano che vive a Barcellona. «È stato terribile. É stato terribile percepire di essere nel mirino, puntato dal camion, é stato terribile vedere persone colpite volare via di fronte a me, é stato terribile scappare via con la paura di essere uccisi. È terribile ora non capire cosa succede, non sapere da dove iniziare a chiamare tutti quelli che conoscono che vivono qui», si legge in un secondo post. L'italiano se la prende poi con le pattuglie della polizia spagnola che sono presenti sulla Rambla. «Sempre pronte e presenti per una quantità infinita di stronzate: dal pischelletto che va in giro in bici sulla rambla, al turista che beve una bottiglia, quello che tira la cartaccia, al ragazzo di colore che non può vendere un paio di scarpe come se fosse un crimine... e quando si tratta di fermare un camion che investe chiunque non c'è stato un poliziotto che lo ha fermato all'inizio della rambla o abbia sparato un solo colpo prima che iniziasse ad investire gente». Alle 19.18 "El Pais" ha riportato  che il furgone risultava essere stato affittato da un certo Driss Oukabir a Santa Perpetua de la Mogada, in Catalogna.  Alle 19.30 le forze di sicurezza spagnole hanno reso noto di aver localizzato un secondo furgone nella località di Vic, che potrebbe essere coinvolto nell'attentato sulla rambla. Almeno uno dei responsabili dell'attacco potrebbe essere fuggito con il furgone ritrovato a Vic. Alle 19.45  la polizia spagnola ha annunciato di aver fermato Driss Ouakabir. L'uomo è stato interrogato in quanto sospettato di essere proprio lui l'attentatore alla guida del furgone piombato sulla rambla. Non si conosce la modalità dell'arresto. Alle 21.10 il ministero italiano degli Esteri ha diffuso la notizia che c'è il rischio che alcuni italiani possano essere rimasti coinvolti nell'attentato.