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Regala pane ad uno sconosciuto. Poi il colpo di scena

Francesca Muzzi
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Per fortuna c'è ancora chi si meraviglia per un pezzo di pane regalato. E per fortuna c'è ancora chi il pane lo regala. Paolo Filippini è un macellaio di Piandiscò e non credeva nemmeno lui di ritrovarsi al centro di una storia con un finale da favola. La sua bottega non vende solo carne. Ma un po' di tutto. Prodotti tipici. E pane. Lo vende anche il giorno di Ferragosto, quando la storia degna della penna più fine di De Amicis prende vita. “Sarà stato mezzogiorno e un quarto - racconta Paolo Filippini - Anche se era Ferragosto avevo deciso di tenere aperto. D'un tratto si presentano in macelleria tre persone. Una resta fuori e gli altri due entrano”. Paolo è sospettoso, pensa chi potrebbero essere, ma poi qualsiasi ipotesi viene spazzata via quando questi “turisti” con accento anglo\americano gli chiedono del pane. “Io ho risposto che lo avevo finito. E ho cominciato a proporgli delle alternative. Ma questi volevano il pane. In realtà un filone lo avevo messo da parte per portare a casa dalla mia famiglia. Quando sono sull'uscio della bottega gli presento il mio pane e gli dico che possiamo fare a metà. Mi chiedono quanto devono pare, ma io rispondo: gratis. Se ne vanno ringraziandomi in mille modi”. Paolo va a casa con metà filone, ma con la convinzione di avere agito al meglio: “Non volevo fare brutta figura con i turisti che vengono nel nostro territorio e mi dispiaceva lasciarli senza pane il giorno di ferragosto”. Credeva che la storia del pane fosse finita lì e invece giovedì 18 agosto: “Ero davanti al mio negozio. D'un tratto vedo arrivare una macchina della polizia, dietro un'auto blindata e dietro ancora un'altra auto. Scendono due signori: ‘siamo della digos, mi dicono e poi indicando il negozio, possiamo bonificare?'. Io non mi rendo conto di ciò che stava succedendo fino a quando dalla macchina con i vetri scuri esce un signore ed entra in negozio. ‘Non mi riconosci?', mi chiede. No, gli rispondo”. Ed ecco che il turista si svela: “Tu mi hai regalato il pane giovedì. Sono l'ambasciatore statunitense presso la Santa Sede, Louis Lawrence Bono. Tu hai diviso il tuo pane con la mia famiglia ed è un gesto che non dimenticherò mai”. E come segno di riconoscenza l'ambasciatore ha comprato: “tre bistecche fiorentine e carne per le due bambine che nel frattempo erano scese dalla macchina insieme alla moglie”. “Poi - dice ancora Paolo - ci siamo salutati, ci siamo scambiati i biglietti da visita ed è ripartito con l'auto. Io sono rimasto così, da non credere. Gli ho solo offerto il mio pane”. Un gesto che forse non è da tutti: per chi lo fa e per chi lo riceve. SERVIZIO COMPLETO SUL CORRIERE IN EDICOLA IL 20 AGOSTO 2017