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Ordinanza Ghinelli sugli alcolici, Grotti: "Si spenge una città"

Il funerale della movida

Francesca Muzzi
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“Se il problema è a Bologna, non penalizzate quelli di Palermo”. Marco Grotti, titolare dei Costanti sabato 19 agosto ha fatto i conti con l'ordinanza del sindaco Ghinelli che dall'una vieta di servire alcolici nei bar. Lui come tutti gli altri esercenti di Arezzo. Ma nella culla del sabato sera, si è forse avvertito di più. E così Grotti ha deciso di organizzare, insieme agli altri esercenti di piazza San Francesco, il funerale alla movida. Lumini, bicchieri vuoti, cartelli: “funerale alla movida: nata in Spagna e morta ad Arezzo”, si legge in uno esposto in piazza. “E quando il ‘funerale' è finito - racconta Grotti - qualcuno è venuto da me e mi ha chiesto un moito. Gli ho risposto che non potevo darglielo. Si è messo a ridere, pensava davvero che fosse tutto uno scherzo. Quando ha capito che così non era se n'è andato”. Il sindaco Ghinelli così ha deciso. Una decisione che non trova completamente d'accordo chi con bar e locali ci vive. “La gente che frequenta piazza San Francesco - dice ancora Grotti - hanno soprattutto oltre i 40 anni. Come puoi negare a degli adulti di sorseggiare un superalcolico? A noi questa decisione penalizza tanto. Anche perché, come è accaduto sabato, non diciamo di no solo agli aretini, ma anche ai turisti che non capiscono, perché dopo l'una non possano bere un bicchiere di vino”. Marco Grotti teme che questa decisione possa essere deleteria per l'intera città: “Ho avuto una bruttissima sensazione sabato. Ho visto Arezzo spegnersi. Queste cose portano ancora di più al degrado, perché vogliamo mandare la nostra Arezzo in serie Z? Non ci basta essere retrocessi dalla B?”.  ARTICOLO COMPLETO NELL'EDIZIONE DEL 21 AGOSTO 2017