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Apre la stagione della caccia: pronte 10mila doppiette

Francesca Muzzi
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Si apre la caccia per le 10.400 doppiette aretine. Il giorno tanto atteso è arrivato tra le problematiche di sempre e l'immutata passione di chi continua a seguire lo sport immerso tra boschi e bellezze naturalistiche. Ad imbracciare il fucile sono tantissimi appassionati sempre più anziani. I cacciatori infatti soffrono infatti di un mancato ricambio generazionale. Una stagione venatoria che inizia con un altro dato di cui tenere conto: il calo della selvaggina. Fagiani, lepri e starne soffrono il ripopolamento mentre a spiccare sono gli ungulati. La caccia al cinghiale in braccata però partirà il prossimo 8 ottobre. Per Jacopo Piantini di Enalcaccia è “un rammarico che l'apertura al cinghiale non coincida con l'avvio della stagione venatoria in generale. Per vari motivi che spaziano dalla limitazione ai danni delle coltivazioni agricole, agli incidenti stradali e, dal punto di vista venatorio, il rischio di concentrare tutti i cacciatori sulle specie animali già fortemente in calo. Concentrare anche i cacciatori di cinghiale significa rarefare fagiani, lepri e starne”. Secondo Enalcaccia deve essere rivista la normativa nazionale in modo da far partire la caccia in braccata al cinghiale dalla terza domenica di settembre. E con l'avvio della caccia non mancano neppure i dubbi sul ripopolamento. Per Piantini “sulla questione lepre anche se c'è stato un ripopolamento è comunque insufficiente quello adottato dall'Atc. Per i fagiani il ripopolamento estivo fatto nel mese di agosto non garantisce qualità essendo i fagiani stati lanciati da pochi giorni”. SERVIZIO COMPLETO IN EDICOLA SUL CORRIERE DEL 17 SETTEMBRE 2017