Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Sgarbi: "Murales? Provvisori. Se serve giù il muro"

default_image

Francesca Muzzi
  • a
  • a
  • a

Mentre la protesta contro l'intenzione del sindaco Ghinelli di abbattere il muro del parcheggio di via Garibaldi con i murales di Eron e Moneyless prosegue incessante (raggiunte le 3 mila firme), Vittorio Sgarbi - interpellato dal Corriere - esprime la sua posizione. Il commento del critico d'arte, ormai un amico della città di Arezzo, curatore tra l'altro della mostra "La Porta dell'Angelo" di Ugo Riva in svolgimento in Fortezza, prende le mosse dalla frase della discordia pronunciata dal primo cittadino: “Non sarà un'opera d'arte a fermarci”, aveva detto Ghinelli. “Forse il sindaco - ribatte Sgarbi - voleva dire non sarà una ‘pseudo opera d'arte' a fermarci”. No, chi legge non fraintenda, nessuna presa di posizione contro l'arte muraria o contro quei murales in particolare: “I graffiti per loro natura nascono in una dimensione di trasgressione e sono fatti per non durare nel tempo - osserva Sgarbi - per essere cancellati, o riproposti altrove. Certo, se non fosse necessario l'abbattimento di quel muro potrebbero tranquillamente restare dove sono, ma se per la realizzazione di un'opera urbanistica serve demolire il muro con il graffito non vedo perché non dovrebbe essere fatto. Si tratta di graffiti di qualità media. E in ogni caso essi non sono opere irripetibili o opere monumentali da preservare”.  SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DEL CORRIERE IN EDICOLA IL 1 OTTOBRE 2017