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Aretina senza lavoro: "Costretta a chiudere il gas"

Francesca Muzzi
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Nei giorni scorsi ha chiesto che le venga chiuso il gas. Da novembre non avrà più acqua calda, riscaldamento e cucina. “Non avrò più il sussidio di disoccupazione e mi devo portare avanti, perché so che da qui a un mese un lavoro, vero, non lo troverò”. Lei è Maria, ma è un nome di fantasia. Ci racconta la sua storia, ci dice che è già umiliante farlo e ci chiede che il nome non venga pubblicato. Maria non viene da chissà dove, è aretina. Abita in centro. Ha 42 anni e dal 2009 è disoccupata. Faceva l'operaia orafa, ma quando la crisi si è infiltrata nelle maglie dell'oro, Maria ha perso il suo lavoro. Ed è cominciato il suo calvario. “Dal 2009 ad oggi - racconta - Ho vissuto con lavori saltuari. Ho fatto di tutto. Lavorato negli agriturismi, ho fatto la donna delle pulizie. Qualsiasi cosa purché mi permettesse di guadagnare qualcosa”. Ci ha provato a ricercare lavoro nelle aziende orafe rimaste: “Ma quando vado là, dopo il periodo di prova, mi dicono che costo troppo di contributi e mi mandano via”. E Maria ricomincia a cercare. Anche lunedì 2 ottobre prima di incontrarci era uscita dall'ennesimo colloquio. “Le faremo sapere, mi dicono. E intanto a novembre non avrò più il sussidio per la disoccupazione e mi sono già portata avanti”. E in che senso lo spiega subito. “Sono andata da chi gestisce il gas e gli ho chiesto di chiudere l'erogazione, perché tanto so che non riuscirò a pagarlo. Vorrà dire che mi laverò con l'acqua fredda, scalderò tutto in un forno e prenderò una stufa. Però sarà sempre una bolletta in meno da pagare”.  ARTICOLO SUL CORRIERE IN EDICOLA IL 3 OTTOBRE 2017