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Azienda agricola assediata dai cinghiali. Rimborso 100 euro

Francesca Muzzi
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Un'azienda agricola che rischia per colpa dei cinghiali. Sembra che ormai lo avvertono. Un appuntamento fisso. Da otto anni, dal mese di agosto, da quando cioè inizia la semina per l'inverno, i cinghiali arrivano poco prima del Bagnoro, all'azienda agricola guidata da Gino e Stefano Franchini rispettivamente padre e figlio e distruggono tutto. “Ogni anno è sempre la solita storia - racconta Stefano - Appena seminiamo gli ortaggi per l'inverno, arrivano i cinghiali e ci portano via tutto. O quasi. Una sera ne ho contati trenta”. E anche quest'anno la storia si ripete. Stefano è uno degli ambulanti più conosciuti al mercato di via Giotto, ma anche in tutta la provincia. La loro produzione è a chilometro zero, ma con tutte queste incursioni rischia di diventare zero. “Già che il nostro lavoro si affida molto al cielo, se poi ci mettiamo anche i cinghiali, rischiamo davvero tanto”.  E Stefano, insieme al babbo, altro non può fare che ricominciare sempre daccapo con il rischio che tutto vada perso, perché magari le piantine a distanza di giorni non prendono come invece ad agosto. “Ogni stagione perdiamo tremila euro di raccolto. Abbiamo chiesto anche i rimborsi alla Atc (ambiti territoriali di caccia), ma tutto ciò che ci hanno ridato sono state cento euro”.  ARTICOLO IN EDICOLA SUL CORRIERE L'11 OTTOBRE 2018