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Alessandro Albertoni si racconta: "La mia vita in sella"

Alessandro Albertoni

Francesca Muzzi
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Alessandro Albertoni è tornato a vincere. Sul circuito di Miravalle, nel campionato Prestige. E' arrivato primo nella categoria MX1 Fast. “Quella che sta un gradino sotto gli Elite dove ci corrono i campioni del mondo e i professionisti”, spiega.  La pista non l'ha mai abbandonata. Nemmeno quando, a dicembre scorso, c'è stata la sentenza di primo grado nel processo per la morte di Martina Rossi, avvenuta nell'agosto del 2011. La ragazza cadde e morì precipitando dal balcone dell'albergo a Palma di Maiorca dove si trovava in vacanza e, secondo quanto ricostruito nel processo, fu per sfuggire a un tentativo di stupro. Alessandro è tornato, o per meglio dire, ha continuato a fare la sua vita di sempre. Lavoro con il babbo e amore per le moto. Una promessa fin da piccolino. “Le moto sono la mia passione - racconta Albertoni - una passione che non mi ha mai abbandonato. Anche quando ho passato i momenti più difficili”. Continua: “In pista la gente mi spronava a non smettere, mi incoraggiava, ma io non ho mai avuto bisogno di una spinta per andare avanti”. “La mia vita non è mai cambiata. Chi mi vuole bene e chi mi conosce, a tutto quello che è successo, non ha mai creduto. In questi anni ho sempre trovato sorrisi e mai porte chiuse”. E mai c'è stato un cedimento, mai una volta che Alessandro ha detto basta: “Non l'ho mai detto, perché quando uno sa di avere il cuore pulito può continuare ad andare avanti a testa alta”. ARTICOLO IN EDICOLA SUL CORRIERE DI AREZZO IL 18 APRILE 2019