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La Cornacchini a gamba tesa sul Pionta: "Pavoneggiarsi un giorno, non serve"

Mery Cornacchini

Francesca Muzzi
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“Bene la retata e il blitz, ma ora viene il difficile e cioè ridare il Pionta agli aretini. Sempre. Ogni giorno. Perché è facile prendersi gli applausi una tantum”. Mery Cornacchini, la consigliera che da Ora Ghinelli è passata a Forza Italia, ci va giù dura dopo il blitz al Pionta. Lei, la paladina della città pulita che combatte ogni forma di rifiuto ingombrante e ogni cestino che straborda, si era presa a cuore anche il Pionta. Quel parco dato in pasto a spacciatori ed extracomunitari. Ci aveva anche rimesso un'aggressione, nell'agosto scorso. “Non dimentico quando, da sola, andai al Pionta. Mi aggredirono gli stranieri che erano là. Volevano prendermi il telefono e un braccialetto - racconta la Cornacchini - Ho avuto paura, ma nessuna solidarietà da parte di chi, in quel momento, mi avrebbe dovuto tutelare. Parlo della mia maggioranza che ora si prende gli applausi. Mi dissero che me l'ero andata a cercare e solo i ragazzi di Forza Italia mi tesero una mano. Oggi c'è chi si pavoneggia. Ma un giorno e basta, non serve. Ora c'è bisogno di continuità". ARTICOLO IN EDICOLA SUL CORRIERE L'11 MAGGIO 2019