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Lo strano trio di Passioni Festival

Romano Salvi
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Non si era mai visto un aretino capace di bucare lo schermo, che una volta era piccolo, dei network televisivi, o di mettere in scena in tutta Italia spettacoli di successo, e allo stesso tempo tenersi ben stretta la sua aretinità. Andrea Scanzi è il primo che ci riesce: la sua aretinità non ha neppure bisogno di rivendicarla, anzi per quanti sforzi possa fare non riuscirebbe mai a confonderla nelle banalità e nel conformismo che inondano le trasmissioni televisive, soprattutto quando si occupano di calcio. Sarà anche per questo che, se ti capita di fare due passi con lui in Corso Italia, devi fermarti a ogni angolo, perché lui è uno di noi.  Chi se non lui poteva essere l'uomo di punta scelto dai due centrocampisti di Passioni Festival, Marco Meacci e Mattia Cialini,  creativi sì come Pirlo, ma anche e soprattutto infaticabili come Marchisio nel realizzare un'impresa che giusto perché è partita solo tre anni fa, si sta avviando a vincere solo il quarto scudetto della cultura aretina.  Anzi l'ottavo, perché Passioni Festival scende in campo due volte all'anno, come fosse un campionato di calcio sudamericano, di apertura e di clausura, di inverno e d'estate.  E in campo con i colori di Passioni Festival  scendono ogni volta campioni sempre più affermati ma anche talenti emergenti della cultura e dello spettacolo. Al punto che viene da dubitare se siano sempre i campioni a dar lustro all'evento, o se sia la presenza all'evento ad aggiungere lustro ai campioni. Comunque Passioni Festival deve anche portare fortuna, visto che uno dei suoi frequentatori più assidui e più prestigiosi, lo scrittore Tommaso Cerno, è stato solo pochi giorni fa chiamato a dirigere l'Espresso. E che, sempre da pochi giorni, uno dei due centrocampisti di Passioni Festival, Mattia Cialini, dirige Arezzo Notizie.  Certo è che il trio Meacci- Cialini – Scanzi – riesce ogni volta a superarsi. Se giovedì all'Eden Marco Tardelli, intervistato da Scanzi,  farà rivivere le passioni del suo urlo che l'11 luglio del 1982 sovrastò il Santiago Bernabeu, se per la prima volta, nella sua veste di seconda carica dello Stato, sarà ospite di Arezzo Pietro Grasso con la sua Passione per la legalità sul palco dell'Eden, se il giorno dopo all'Arena più cara agli aretini andrà in scena lo spettacolo di Scanzi e Filippo Graziani “I Fuochi sulla Collina”, che 24 ore dopo riceverà a Marina di Massa il premio “Lucrezia 2016, canzone e teatro”, se ci saranno altri due giorni pieni attualità letteraria e scientifica testimoniata direttamente dagli autori, è perché ormai la squadra di Passioni Festival segna il tempo come un orologio svizzero. E se non torna qualche decimo di secondo, a registrare l'orologio ci pensa  il capitano della squadra, Marco Meacci. Politico, a dispetto dell'età,  di vecchio stampo, giovanissimo sindaco di Monte San Savino quando a Gargonza benedisse la nascita dell'Ulivo, ex segretario provinciale del Pd con più lunga militanza in Toscana, primo autore di un libro sul Pd.  Ci vorrà forse ancora un po' di tempo, ma prima o poi sarà il caso di chiedersi se da quando si occupa di Passioni Festival, ci guadagna più la cultura aretina o ci perde più il Pd aretino.