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Il Pionta e le periferie

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Antonella Lunetti
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Ci voleva il morto  negli anfratti  della Casina delle Suore, ci voleva la protesta di chi da anni aspetta di salire al Pionta, una volta ghetto delle malattie mentali, poi diventato ghetto della droga , per potersi presto godere senza rischi un parco, aperto intorno agli scavi dai quali emerge  la prima cattedrale aretina: in questi giorni hanno preso il via i lavori di riordino del colle previsti da un accordo di programma firmato quattro anni fa tra il Comune e i due enti , Usl e Università di Siena, che usufruiscono degli edifici dell'ex Ospedale psichiatrico, a cominciare dalla Palazzina dell'Orologio. Si parte, come hanno annunciato tre giorni fa, presentando il progetto sul posto  il sindaco Ghinelli e l'assessore alle opere pubbliche Gamurrini, con la pista ciclabile: più di ottocento metri da percorrere tra l'uscita dalla stazione su Campo Marte e l'ospedale attraverso, appunto, il verde e i reperti archeologici del parco, il polo universitario, fino a Via Laschi.  Un tratto strategico per dare continuità alla ciclopista fino a Pescaiola, e da qui fino al sentiero della Bonifica. Si parte con la ciclopista per arrivare alla realizzazione dell'intero progetto di riqualificazione dell'area del Pionta, frutto dell'accordo di quattro anni fa, cofinanziato  al 60 per cento del totale dei costi di 487.000 euro, come vincitore del bando regionale per la mobilità sostenibile. Comune, Usl e Università non si fermarono alla realizzazione del progetto. L'accordo prevede lavori di manutenzione straordinaria per 200mila euro, da dividersi tra Comune, 40 per cento, Usl, 40 per cento e Università 20 per cento, e lavori di manutenzione ordinaria con impegni ripartiti tra i tre enti. Insomma, se tutto andrà bene, tra riqualificazione e manutenzione,  il Pionta, da sempre per un motivo o per l'altro ghettizzato, farà a pieno titolo parte della città.  L'accordo di quattro anni fa, per la verità, metteva definitivamente fine al disordine catastale degli edifici del vecchio ospedale. E questo  permette di recuperare almeno una parte con progetti già pronti.  L'occasione per dare il via ai finanziamenti è offerta da un altro Piuss, il piano per la riqualificazione e la sicurezza delle periferie, con un bando di gara dalla presidenza del Consiglio al quale ha partecipato anche il Comune di Arezzo. Con un piano di interventi  per 28 milioni complessivi , corredato da studi di fattibilità e progetti ai quali dare esecutività appena ci sarà l'ok ufficiale dell'ammissione al cofinanziamento , già peraltro scontata, visto che il bando ha premiato tutti i comuni partecipanti. A Palazzo Cavallo è atteso il via libera del cofinanziamento di 18 milioni sull'intero importo per definire le priorità degli interventi. Dopo il Pionta, come indicò al Corriere di Arezzo il sindaco Ghinelli appena arrivato l'ok informale alla cofinanziamento degli interventi,  c'è il vecchio progetto del raddoppio del sottopasso di Via Baldaccio d'Anghiari: un intervento simbolo della riqualificazione delle periferie,  perché toglie dal suo storico isolamento il quartiere di  Pescaiola, ma anche un intervento strategico per la viabilità cittadina  da 30 anni regolata dal quadrilatero di scorrimento in un solo senso di circolazione. Polo tecnologico al posto dell'ex mercato ortofrutticolo, ristrutturazione  di scuole elementari e materne nella scala di priorità, insieme alla viabilità ex Lebole, la rotatoria all'altezza di Via dei carabinieri, e soprattutto quella tra via Fiorentina e l'anulare. Un vecchio nodo, forse il più difficile, da sciogliere. Un obiettivo che ha attraversato almeno tre legislature a Palazzo Cavallo, e che proprio Ghinelli, ingegnere superesperto di viabilità,  ha messo sempre tra le priorità della mobilità periferica.