Pd, le primarie in sordina

Pd, le primarie in sordina

30.04.2017 - 12:11

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Mai come questa volta il Pd ha messo alla prova la voglia di primarie dei suoi elettori e di chi alle sue primarie vuol partecipare.  E così la scommessa su chi vincerà, visto che nessuno punterebbe un centesimo sulla sconfitta di Matteo Renzi, che tra gli iscritti in provincia di Arezzo  ha già avuto il 68 per cento, si sposta sul numero di elettori che, in un giorno più adatto a festeggiare il ponte del primo maggio, si presenteranno ai seggi per una scelta che vede Orlano ed Emiliano come alternativa a Renzi. L’appello, al voto, oggi dalle 8 alle 20, il Pd, a microfoni neanche tanto assordanti, lo lancia anche questa volta a chi ha compiuto sedici anni,  è cittadino dell’Unione Europea e di altri paesi purchè residente in Italia e dichiari di riconoscersi nella proposta politica del Pd. Ma se in pochi scommetterebbero un centesimo contro Renzi, ancora di meno sono quelli disposti a scommettere che il numero di elettori si avvicinerà a quello dell’8 dicembre 2013, quando furono tre milioni gli italiani a scegliere tra Renzi, Cuperlo e Civati. E quando in provincia di Arezzo andarono a votare in 35.000 per insediare Arezzo sul trono di provincia e città più renziane d’Italia.  A giudicare dal fatto che  gli iscritti  al Pd della provincia hanno toccato il più basso livello di partecipazione registrato in Toscana, dopo quello di Siena, alle primarie interne ai 96 circoli, è difficile scommettere che pure ad Arezzo il numero di elettori stasera, ad urne chiuse, si avvicini a quello del 2013. E del resto se Il Pd, scontri personali a parte tra i tre candidati, rispetto  al 2013 ha fatto poco in Italia per coinvolgere gli elettori italiani alle primarie del ponte del primo maggio,  ancora meno ha fatto per coinvolgere quelli aretini. Solo uno dei tre candidati, e quando i motori delle primarie erano stati appena avviati, Andrea Orlando, è venuto ad Arezzo per presentarsi agli elettori alla Borsa Merci. Renzi, che nel 2013 era arrivato al Centro Affari con il camper accolto da una folla che straripava dall’auditorium di Arezzo Fiere, questa volta ha appena varcato di qualche chilometro i confini della provincia per festeggiare il 25 aprile al Teatro comunale di Cavriglia.  Nessuna traccia di Dario Nardella, annunciato per la chiusura ad Arezzo della campagna per le primarie. Emiliano, che pure proprio in un comune aretino, Castiglion Fiorentino, ha toccato il record di consensi tra gli iscritti, ha delegato il suo secondo, Francesco Boccia, a fare una puntatina in città, giusto per incontrare le vittime del “salvabanche”. I renziani aretini invece hanno dovuto fare tutto in casa e rinunciare anche a una puntatina, anche questa annunciata, del secondo di Renzi, Maurizio Martina.  Per capire se la voglia di primarie del popolo del Pd aretino è più forte della volontà di attrazione da parte dei big nazionali, basta aspettare la chiusura dei 106 seggi della provincia. A volte a dar vita a una partita scialba, è il pubblico, il dodicesimo in campo.

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