Renzi contro Visco, colpa di BancaEtruria

Renzi contro Visco, colpa di BancaEtruria

12.11.2017 - 13:29

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La caduta del Monte dei Paschi non impedì il primo posto ma costò la vittoria a Bersani che era partito con un vantaggio di 15 punti. Ora, con la commissione d’inchiesta sulle Banche che si occuperà proprio in campagna elettorale di BancaEtruria, Renzi, che pure non parte certo con i favori del pronostico, fa di tutto per non fare la stessa fine di Bersani. Che il dossier BancaEtruria sia da sempre scottato tra le mani di Renzi, fin da quando inserì la Popolare aretina nel decreto salvabanche, per non parlare delle contestazioni itineranti delle vittime del salvabanche lungo il percorso del treno Direzione Italia che viaggia in incognito, è noto almeno quanto il fatto che i commissari inviati in via Calamandrei avevano trovato nel Cda riunito papà Boschi come vicepresidente. Sarà una coincidenza, ma l’attacco, fallito, al Governatore della Banca d’Italia, Visco, è partito proprio con l’avvio della campagna elettorale. Un attacco su tutto il versante del credito ma che avrebbe il suo epicentro proprio in via Calamandrei. A fare chiarezza sulle origini e sulle conseguenze del terremoto sarà, appunto, la commissione d’inchiesta. Sarà più chiaro anche il motivo per il quale si sia rotto il feeling che aveva contraddistinto i primi rapporti  tra Renzi e Visco e perché Renzi ora vuol lasciare il cerino di BancaEtruria in mano al governatore. Intanto però a spiegarlo, con un lungo e dettagliato editoriale su due pagine della Stampa, ci ha provato Marcello Sorgi, che della Stampa di Torino è stato direttore, dopo esserlo stato del Tg1. Per la verità quella dell’editorialista, uno dei più attendibili del giornalismo italiano, più che di una spiegazione ha l’aria di una anticipazione sia sulle origini del gelo tra l’ex premier e il governatore, e sulle mosse che Visco sta preparando per il suo contrattacco in commissione.  Sia sulle prime che sulle seconde è sempre BancaEtruria il pomo della discordia. Bankitalia non ha mai detto, finora, perché a BancaEtruria  i commissari sono arrivati un anno dopo il commissariamento di BancaMarche, e perché solo più di un anno dopo le conclusioni dei suoi ispettori che avevano rilevato la necessità di una aggregazione con un istituto di elevato standing. Certo, come ricorda anche Marcello Sorgi, perché BancaEtruria non preoccupava il governatore quanto BancaMarche e neanche quanto le altre due banche messe in risoluzione. In realtà, rivela La Stampa, le conclusioni dell’istruttoria di Bankitalia erano state consegnate al ministro dell’economia Padoan ben prima che, su indicazione  di Visco, firmasse in completa autonomia il decreto di commissariamento. Un anno dopo quello firmato per BancaMarche. Comunque, prima che fosse avvertito Renzi che, questo non è un segreto, a BancaEtruria teneva più che a BancaMarche: per questo, a scontro mai chiuso con Visco, nelle fermate del treno di Direzione Italia dice che è stato lui a commissariare BancaEtruria. Ci mancava solo questo alla Popolare degli aretini: che la dichiarazione di guerra a Visco sia stata fatta per una invasione di campo in via Calamandrei.

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