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Jaguar-Land Rover: svolta elettrica in arrivo

Presentata la nuova strategia. Dal 2025 i prodotti del Giaguaro solo elettrici

Massimo Germinario
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Semplificazione, efficienza, sostenibilità: sono i punti chiave di ’Reimagine ’ la nuova strategia globale del gruppo Jaguar Land Rover, presentata il 15 febbraio 2021 dal Ceo Thierry Bolloré, che punta a differenziare i due brand ma con un processo comune di elettrificazione (più ’spintò per Jaguar, più ’progressivò per Land Rover) giudicato imprescindibile per le esigenze della mobilità presente e futuro. I due marchi - ha spiegato il Ceo francese - «avranno due architetture differenti e due distinte personalità, che affondano le radici nella loro storia e che saranno comunque collegate da obiettivi comuni di qualità e sostenibilità». Per Jaguar la strategia è quella di una completa ’Reinassancè, una rinascita che prevede una gamma al 100% elettrica entro il 2025 con «un nuovo posizionamento nel mercato del lusso», un «viaggio che è già iniziato» - a partire dal Suv zero emissioni I-Pace. Arriverà invece nel 2024 il primo modello Land Rover completamente elettrico, primo di sei varianti a emissioni zero che il brand presenterà nel giro di cinque anni. Entro il 2030, il 100% delle vendite Jaguar e circa il 60% delle Land Rover sarà equipaggiato con motorizzazioni a zero emissioni, con tutti i principali modelli disponibili in versione totalmente elettrica, sostenendo l’obiettivo del gruppo di diventare entro il 2039 un’azienda a zero emissioni di carbonio, grazie anche allo sviluppo di della tecnologie di celle a combustibile a idrogeno pulito. Questa elaborazione è già in corso, e i primi prototipi arriveranno sulle strade del Regno Unito entro i prossimi 12 mesi, parte integrante del programma di investimenti a lungo termine. L’attuazione di questa strategia richiederà infatti un notevole impegno economico con una stima di 2,5 miliardi all’anno in investimenti ’smart’.

La semplificazione sarà soprattutto in materia di piattaforme, che scenderanno a due per Land Rover e una sola per Jaguar, con evidenti benefici economici. Ma per Jaguar questo processo - ha spiegato Bolloré - passa attraverso il ’sacrificiò della XJ: per la storica berlina del giaguaro era già pronta una nuova generazione, all’avanguardia per design e tecnologie, che però resterà nel cassetto, anche se il gruppo si riserva di mantenere la sigla per un modello futuro. Ma non sarà solo la struttura di management e progettazione a essere semplificata: infatti, nel nome della maggiore flessibilità ed efficienza, Jaguar Land Rover - che ha chiuso il 2020 con 425.974 veicoli venduti in 127 paesi - rivedrà anche l’impostazione globale degli impianti di produzione e assemblaggio. Ancora da definire l’impatto in termini occupazionali, dopo che nel 2020 il gruppo aveva già eliminato 1.100 posti di lavoro temporanei nel Regno Unito Sul fronte finanziario Jaguar Land Rover - che lo scorso anno ha lanciato un bond a 5 anni da 560 milioni di sterline con un ’pesantè rendimento del 7,75 % - punta a un margine EBIT a due cifre e un flusso di cassa positivo, con l’ambizione di raggiungere entro il 2025 una positiva liquidità al netto del debito.

Massimo Germinario