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Salta il consiglio comunale, maggioranza spaccata. L'opposizione: "Tornare alle urne"

Luca Serafini
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Maggioranza spaccata in Consiglio comunale ad Arezzo. Consiglio comunale arenato e rimandato. La divisione in seno al centrodestra si è verificata sull'emendamento presentato da Francesco Macrì rispetto al piano di riorganizzazione dell'Ente. Dopo una pausa la seduta è ripresa ma in aula non c'era più il numero legale. Immediatamente l'opposizione ha diffuso un comunicato nel quale chiede il ritorno alle urne "come liberazione da una minoranza". Leggi: Bracciali lancia hashtag Matteo Bracciali: “non era mai successo che un Consiglio Comunale si esaurisse con le interrogazioni. Bene, su una delibera importante, strategica, si è certificata l'inesistenza della maggioranza che si è sciolta come neve al sole. Chiediamoci se questa esperienza di governo arriverà al panettone. Aspettiamo quello che dirà il sindaco e la sua minoranza, di certo entrambi sono insufficienti a governare una città”. Francesco Romizi di Arezzo in Comune: “una figura di punta della Lega Nord è uscito dal gruppo consiliare, un altro aspetto che non va sottovalutato: ci sono movimenti interessanti nel centro-destra. I banchi vuoti, della Lega Nord e di Fratelli d'Italia erano evidenti. La delibera Macrì, così la chiamo, mascherata da emendamento, stravolgeva la delibera dell'assessore sull'organizzazione della macchina comunale. Tanto per fare capire le divisioni interne alla maggioranza. Una piccola soddisfazione l'interruzione del Consiglio Comunale ce la regala, ovvero consentire alla Rsu del Comune di rientrare in gioco e avere 15 giorni di tempo per discutere i criteri organizzativi. Non si può il 6 giugno promettere in carta intestata una riorganizzazione condivisa e poi procedere per atti unilaterali. Oggi c'è stata una crisi in Consiglio Comunale ma i problemi istituzionali non si esauriscono qui ma si allargano ai rapporti con la Regione, Arezzo Fiere e le categorie economiche”. Il capogruppo Pd, Luciano Ralli: “abbiamo fatto presente l'immobilità dell'amministrazione in tempi non sospetti, non c'è stato un Consiglio Comunale significativo dal giorno dell'insediamento, il primo atto importante era quello sulla struttura della macchina. Ebbene è accaduto qualcosa di grave, che esige spiegazioni da fornire alla città. Non volevamo fare le Cassandre ma sono mesi che denunciamo la mancanza di azione amministrativa”. “È molte semplice – ha rincarato Elisa Bertoli – promettere il tutto e più di tutto in campagna elettorale e ritrovarsi dopo quattro mesi dinanzi alla prima crisi di maggioranza. Non è solo mancanza di partecipazione dei dipendenti al percorso amministrativo sulla delibera, ma è mancanza di partecipazione dei politici, di alcuni politici, guarda caso quelli che poi non erano in aula”. Anche Paolo Lepri del Movimento 5 Stelle ha messo in risalto “che chi paga le conseguenze di una difficoltà amministrativa è la cittadinanza. La preoccupazione di ritornare alle urne è a questo punto nel novero delle ipotesi. Non è che sia preoccupato come Movimento 5 Stelle delle elezioni, che ci auguriamo di vincere perché crediamo di poter governare Arezzo meglio dei due schieramenti che ci hanno preceduto. Mi dispiace che chi subisce le conseguenze di queste lotte politiche interne sono i cittadini”.   _____________________