Lucio Bianchi: “Le nostre proposte? Quelle già fatte e ignorate”

MOVIMENTO 5 STELLE - UNINOMINALE CAMERA DEI DEPUTATI COLLEGIO 7

Lucio Bianchi: “Le nostre proposte? Quelle già fatte e ignorate”

28.02.2018 - 22:46

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E’ stato il primo capogruppo del Movimento Cinque Stelle eletto nel 2011 in Consiglio comunale ad Arezzo. Dove Lucio Bianchi, ora candidato alla Camera per Movimento 5 Stelle nel collegio uninominale di Arezzo, risiede ed è nato nel 1980. Laureato in Lingue e Comunicazione interculturale, svolge le funzioni di coordinatore del servizio studenti stranieri nella sede aretina dell’Oklahoma.  

Partiamo dall’attualità: il Movimento Cinque Stelle proprio alla vigilia delle elezioni è scosso da “Rimborsopoli”. Pensa che possa influire, e se sì in quale misura, sui consensi alla sua candidatura alla Camera?

Partiamo dal concetto che definirlo “rimborsopoli” è decisamente errato. Nel caso dovrebbe essere definito “donazionopoli” perché si tratta di donazioni e non di rimborsi di cui ci si è appropriati inopportunamente. Detto ciò, non saprei se questo possa influire sui consensi a me, come persona. Anche quando ero consigliere comunale restituivo tutto quello che mi spettava donandolo ad associazioni del territorio, scelte dai cittadini. Pertanto, se i cittadini sapranno cogliere la differenza, allora si renderanno conto che il Movimento è l’unico ad aver donato milioni di euro alle aziende italiane e a cacciare chi si comporta in maniera inappropriata. Al contrario di quanto accade in qualsiasi altra forza politica: per noi le regole vanno rispettate. Punto.

Il seggio alla Camera nel Collegio di Arezzo, secondo i sondaggi, è contendibile: con quali armi pensa di poterlo contendere ai candidati del Pd e del centrodestra? E quale dei due teme di più?

Beh, le armi sono i venti punti del programma presentato, tutti con coperture adeguate, e la coerenza che abbiamo sempre dimostrato: tutte le proposte depositate in Parlamento o nei Consigli seguono per filo e per segno ciò che abbiamo scritto nei programmi, come quello con cui ci siamo presentati nel 2013 al Parlamento. Per cui, alle promesse, il M5S ha sempre fatto seguire fatti concreti, nero su bianco. Che poi quelle stesse proposte non siano state discusse nei relativi consessi, non dipende da noi ma, come sempre, dalle altre forze politiche che promettono e mai mantengono. Non temo nessuno dei due. Temo di più l’opinione pubblica, troppo spesso scevra dei veri contenuti dell’agone politico. Lo sento tutti i giorni intorno a me: al bar, in famiglia, tra gli amici; spesso si vota o per dar contro turandosi il naso o per ideologia (ormai morta e defunta) o perché “in televisione hanno detto che...” La maggioranza delle persone che andrà a votare non avrà letto i rispettivi programmi, né tanto meno si sarà sincerata dei fatti , intesi come proposte depositate, messi atto dal M5S in questi anni di opposizione.

E che cosa l’ha più colpito nel corso della sua esperienza di uno dei due primi cinquestelle eletti nel consiglio comunale di Arezzo?

L’opportunismo di tante persone che credevo intellettualmente corrette ed invece erano spesso dei silenti schiaccia-bottoni al soldo del partito di turno. Fare il consigliere comunale mi ha insegnato che si possono imparare tante cose sull’amministrazione pubblica ma che la volontà di studiare e proporre non basta se manca, dall’altra parte, onestà di pensiero. Allo stesso modo mi ha colpito il grande divario che c’è tra politica attiva e cittadinanza, per questo sopra affermo che temo l’opinione pubblica. Essendo opinion, spesso distante dalla politica, ahimé risulta altrettanto spesso inconsapevole della verità dei fatti, sovente distorti  all’informazione.  Ricordo che siamo al 77° posto per libertà di stampa, dopo il Burkina Faso...

La fascia della povertà è sempre più larga anche in provincia di Arezzo. Crede che il reddito di cittadinanza sia la soluzione più adeguata in un territorio a  vocazione produttiva come quello aretino?

Il reddito di cittadinanza è un moltiplicatore, cioè si moltiplicano le possibilità di spesa dei cittadini. Si può ottenere tramite manovre di deficit strutturale che ripagano da sole gli investimenti fatti, il tutto all’interno delle regole comunitarie stabilite. Il che significa che sia in territorio a vocazione produttiva, sia in qualsiasi altro territorio basta vedere cosa succede in tutti gli altri paesi EU che già hanno questo tipo di sostegno, il reddito di cittadinanza garantisce di non restare sotto la soglia di povertà e quindi innescare un meccanismo virtuoso che possa permettere spese ed investimenti oculati.

Quanto del programma del candidato a premier Di Maio crede che sia più utile e realizzabile sul territorio di Arezzo?

Essendo un programma di carattere nazionale, ogni singolo intervento proposto avrebbe una ricaduta a livello locale. Se debbo esprimere delle preferenze però direi che conoscendo il territorio e amandolo per ciò che è, direi che la valorizzazione e la tutela del made in Italy, la green economy, gli investimenti in settori strategici e la promozione della legalità/sicurezza sono le visioni più avanguardistiche e fattive che una città come Arezzo potrebbe augurarsi.

Se il Movimento Cinque Stelle risultasse il primo partito in Italia, e se lei fosse eletto alla Camera, con quale forza politica preferirebbe allearsi per governare?

Con nessuna. Il Movimento 5 stelle non fa alleanze. Abbiamo venti punti su cui lavorare ed avremo anche una squadra competente di ministri che quei punti li vorranno/dovranno portare avanti. Chi ci sta? Abbiamo sempre detto che a noi interessano le idee, non le ideologie nè le persone. Anch’io quando ero consigliere ho votato alcune proposte delle altre forze politiche e poco importava se erano proposte dal centro sinistra o dal centrodestra; l’importante è che fossero idee che andassero a beneficio della comunità aretina.

E’ solo un luogo comune quello della impreparazione dei parlamentari e dei sindaci eletti nelle liste Cinquestelle?

Ovviamente lo è. Il discredito è uno strumento nelle mani di chi, dall’alto della sua competenza ha gettato il nostro paese e le nostre città nella situazione socio-economica attuale. Questi “competentoni” finora hanno fatto solo il loro interesse o l’interesse di pochi. Il MoVimento ha il maggior numero di laureati e donne mai visto in Parlamento. I Sindaci, a parte qualche caduta (da cui prontamente si rialzano) dimostrano tramite le loro azioni - basterebbe leggere gli atti prima di sparare sentenze - di essere degli alacri lavoratori con competenze specifiche. Poi ecco, non siamo “tuttologi” ma questo è ciò che abbiamo sempre stimato poco dei politici italiani. Non si può sapere tutto… si fa finta di sapere tutto.    Per noi invece è  importante la sinergia tra competenze: ognuno mette ciò che sa per un più grande sapere collettivo, che ha anche il pregio di ricreare rapporti di comunità, socializzazione e condivisione d’intenti

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