CENTRODESTRA UNINOMINALE SENATO

Nisini: "Vengono sempre prima gli italiani"

28.02.2018 - 22:28

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Da due anni e mezzo fa la pendolare da San Gimignano, dove risiede,  ad Arezzo dove ha accettato di fare l’assessore in quota Lega nella giunta  Ghinelli. E proprio grazie al lavoro come assessore si è guadagnata la  candidatura al Senato. Tiziana Nisini rappresenta il centrodestra (Lega,  Forza Italia, FdI e Noi con l’Italia) nel collegio uninominale di Arezzo e  Siena. “Qui ad Arezzo il nostro mantra è la politica del fare, vogliamo  esportare il nostro modello in tutta Italia. Per noi vengono prima gli  italiani, è un tema che ci sta molto a cuore, abbiamo sempre lottato sia a  livello nazionale e poi lo abbiamo messo in pratica anche a livello locale”. 

Il tema delle banche è al centro della campagna elettorale con Arezzo e  Siena che hanno puntati addosso i riflettori nazionali. Quali sono le  risposte che può dare la Lega al governo?

“In parte è anche la politica che ha creato questa situazione. Noi abbiamo  candidato a Siena Claudio Borghi che è responsabile economico della Lega  Nord che si è sempre battuto su questi temi. Quello che è successo è  vergognoso perché gli errori fatti dalle banche sono stati pagati da  risparmiatori e, visto che la tutela del risparmio è prevista anche in  Costituzione, bisogna fare in modo che tutto ciò non accada più. Va  riformato tutto il sistema, va rimesso in ordine tutto perché non sono i  risparmiatori che devono pagare per gli errori degli altri”.

Per quanto riguarda i rimborsi ai risparmiatori azzerati dove si troveranno  i soldi?

“Deve pagare chi ha sbagliato. Poi abbiamo un credito nei confronti  dell’Europa che in questi casi non ci ha aiutato. Il governo in carica non  ha fatto niente per trovare i soldi per risparmiatori, anzi, dalla sera alla  mattina ha cambiato le regole del gioco e ha azzerato tutti i loro risparmi.  Non deve più succedere. Tutto deve ruotare intorno alla tutela del  risparmio. Per quanto riguarda il nostro territorio vale per Arezzo con  Banca Etruria e per Monte dei Paschi a Siena”.

Quali sono le opere che la Lega ritiene prioritarie tra Arezzo e Siena?

“Partiamo dal presupposto che secondo noi questo paese deve tornare alla  normalità e prima di pensare progetti megagalattici bisogna fare le cose  semplici, quelle per il popolo” In che senso? “Bisogna mettere mano ai treni regionali e a quelli interregionali, non  solamente guardare all’alta velocità. Sappiamo tutti la situazione in cui  vivono i pendolari. I treni non sono sicuri, sono strapieni di persone.  Soprattutto Arezzo poi è scollegata dal mondo, vanno potenziate anche le  navette con gli aeroporti perché l’unico aeroporto internazionale che  abbiamo è Pisa. Bisogna migliorare anche il trasporto su gomma, vanno fatti  migliori collegamenti. Bisogna fare prima le cose basilari, che sono quelle  che poi mancano. Il concetto deve essere sempre quello di partire dal  basso, dalle cose semplici”.

Per quanto riguarda il problema della sicurezza la Lega, anche qui, ha fatto  sentire la sua voce più volte ultimamente.

"Per quanto riguarda i treni e i mezzi di trasporto pubblici si possono fare  anche accordi con la vigilanza privata. Questo paese manca di sicurezza. Gli  ultimi governi hanno fatto tagli alle forze dell’ordine, anche a livello  locale più di tanto non si può assumere. La sicurezza prima di tutto, è un  nostro cavallo di battaglia, noi siamo favorevoli anche alla legittima  difesa, perché non solo non siamo sicuri fuori, ma non ci possiamo difendere  neppure in casa nostra. Non vanno più tagliati, anzi vanno potenziati, i  fondi per le forze dell’ordine, poi ci vuole una riforma sostanziale della  giustizia per garantire certezza delle pene perché ci sono troppi sconti".

Un altro tema sul quale Salvini e la Lega battono molto è quello  dell’immigrazione. Pensate veramente che la soluzione sia lo stop agli  sbarchi?

“Abbiamo questa immigrazione incontrollata che un po’ in questi ultimi mesi  si è ridotta. Comunque, Salvini ne parla quotidianamente, vanno riportati a  casa loro o comunque vanno bloccati gli sbarchi con accordi bilaterali.  Abbiamo una potenza navale che può controllare le frontiere: vanno salvati,  vanno presi tutti e vanno riportati indietro perché l’Italia non li può più  accogliere. Immigrazione uguale non sicurezza perché poi i fatti di cronaca,  anche se veniamo additati come razzisti, parlano da soli”.

Ad Arezzo come assessore si è battuta molto per le priorità da dare agli  italiani, specie nelle case popolari, è un modello per l’Italia?

“Certo. Il ruolo di assessore è stata la mia prima carica, mi sono presa a  cuore la delega delle politiche abitative rimanendo a contatto con le  persone. Non ho iniziato dai piani alti, non sono 30 anni che faccio  politica, faccio l’amministratore da due anni e mezzo e sono orgogliosa del  lavoro fatto. Ad Arezzo abbiamo dato la priorità agli italiani, non per una  questione di razzismo, le case popolari sono poche e non ci sono per tutti e  dunque ci siamo dati delle priorità mettendo prima chi ha sempre vissuto nel  nostro paese e ha pagato le tasse. Abbiamo fatto una lotta per azzerare  l’abusivismo perché è vero che bisogna costruire più case, ma ce ne sono  molte occupate da chi non ne ha diritto. Il problema è sempre lo stesso:  bisogna far rispettare le regole. Ci vuole rigidità differenziando i furbi,  cioè coloro che potrebbero permettersi di avere una casa ma prendono un  alloggio popolare non si sa per quale motivo, dalle persone che  effettivamente hanno bisogno”.

Se sara eletta quale sarà il primo pensiero per il territorio?

“Innanzitutto questo tema delle case popolari. Quando andremo al governo  vorremmo applicare la Flat Tax al 15% mantenendo la progressività che è  prevista in Costituzione. Questo per far ripartire l’economia perché Arezzo,  Siena, Firenze, tutta Italia ha bisogno di ripartire e pensiamo la soluzione  sia lasciare qualche soldo in più nelle tasche degli italiani per far  ripartire le imprese e il lavoro. Poi c’è l’abolizione della legge Fornero  perché è assurdo che uno debba morire di vecchiaia continuando a lavorare.  Una persona che ha lavorato una vita ha diritto di andare in pensione e fare  il nonno, non si può negare anche questo”. B

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