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Il fuoriclasse Massimo Carlotto fa il pienone alle "conversazioni" del Passioni Festival

Antonella Lunetti
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L'Arezzo Passioni Festival sfida Sanremo e vince, schierando un fuoriclasse come Massimo Carlotto. Ancora una volta gremito il salone del Circolo Artistico di Arezzo che venerdì 10 febbraio ha fatto da cornice al quinto appuntamento del ciclo invernale “Conversazioni con Andrea Scanzi”. L'autore padovano che esordì nel 1995 con il romanzo autobiografico “Il fuggiasco” ha presentato il suo ultimo lavoro, “Il turista”, edito da Rizzoli. Un'ora e mezzo sul palco per scoprire, dopo tanti noir, il primo thriller firmato da Carlotto. Un'occasione in cui l'autore ha svelato molto di sé, incalzato dalle domande della firma del Fatto Quotidiano Andrea Scanzi. Ad introdurre l'evento sono stati Marco Meacci e Mattia Cialini, che coordinano la rassegna, poi è iniziata l'intervista pubblica. “Un thriller, come del resto un noir – ha spiegato Carlotto –, rappresenta un mezzo per descrivere una realtà. La storia è un pretesto per raccontare uno spaccato sociale, culturale”. Nel libro “Il turista” si muove un lucido serial killer. “Ma  siamo poco abituati – ha detto Carlotto - a vedere gli assassini seriali in Italia, mentre li troviamo con maggior frequenza calati nel contesto americano. Quel che mi fa rabbia della cronaca nera in Italia, per come è trattata giornalisticamente, è che tutto viene ricondotto all'ambito personale. Non si parla più, ad esempio, della criminalità organizzata, al cui interno si muovono spesso assassini seriali. Faccio un altro esempio: Giulio Regeni è stato ucciso da un serial killer che l'ha torturato e ha lasciato inciso sul corpo della vittima la sua firma. Il killer di Regeni aveva già ucciso”. Elemento chiave della vicenda è la città di Venezia, bellissima quanto tormentata. Carlotto, padovano, parla spesso del Nord-Est nei suoi libri, un territorio con cui mai è stato tenero. “Venezia è sfruttata e rovinata da un turismo di massa sconsiderato. La terra da cui provengo – ha chiuso Carlotto - è venata di criticità e nei miei romanzi cerco di tirar fuori la polvere da sotto il tappeto”.  Nell'occasione era presente l'associazione Ragazzi speciali onlus con i prodotti de La Conserveria, un progetto per creare occupazione rivolto a giovani diversamente abili, in particolare affetti da autismo.