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Conte-Sarri ad Arezzo: il principiante e l'esonero mai detto

Francesca Muzzi
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Domenica 6 ottobre alle 20.45 la sfida Maurizio Sarri-Antonio Conte evoca grandi squadre, scudetti, premier league e campioni. Ma ad Arezzo il binomio Conte-Sarri evoca solo un risultato: la retrocessione in serie C1. I due allenatori che tredici anni dopo sono tra i più forti nel mondo, nella stagione 2006-2007 non riuscirono a salvare l'Arezzo. Ci provò prima Conte, poi Sarri e di nuovo Conte, ma gli amaranto salutarono lo stesso la serie B. Conte-Sarri alle nostre latitudini evoca anche Calciopoli e Juventus. La prima è la penalizzazione. Il meno sei con il quale l'Arezzo iniziò il campionato. L'altro il “dispetto” che la Juve fece due volte al Cavallino. Prima la vittoria al Comunale, anzi la stra vittoria al Comunale che sancì il ritorno in serie A e poi quella sconfitta in casa contro lo Spezia che condannò l'Arezzo e fece dire a Conte: “Viva il calcio pulito”. Ecco chi sono qua i due allenatori che stasera si sfidano a San Siro. Quando invece Conte arrivò ad Arezzo, era alla sua prima esperienza come primo allenatore. Fresco fresco di corso a Coverciano. L'inizio non fu dei migliori. Conte non legò né con la stampa e né con il campionato. I risultati non gli dettero ragione, l'Arezzo sbagliò cinque calci di rigore in cinque partite diverse e l'ex presidente Piero Mancini, dopo la sconfitta di Cesena sbraitò: “Pieroni, ma chi mi ha preso. Conte è un principiante”. “Così chiamai Sarri”, racconta oggi il direttore generale dell'Arezzo. Ma anche Sarri, reduce dall'esperienza a Pescara in serie B e dai successi di Monte San Savino, tra i dilettanti e Sangiovannese, tra i pro, non riuscì a riportare la squadra al di sopra dello zero in classifica. Memorabili le notti di Torino, pareggio contro la Juventus per 2-2 con doppietta di Martinetti, quella del San Paolo a Napoli, sempre 2-2 e quella contro il Milan in Coppa Italia allo stadio Comunale. Ma nonostante tutto questo, l'Arezzo in classifica non sale e il presidente Piero Mancini decide di esonerare Sarri anche se lui lo viene a sapere in televisione, perché Mancini lo dice prima ai giornali e poi all'allenatore. Torna Conte, la cavalcata dell'Arezzo è strepitosa, ma in quell'ultima giornata, dove gli amaranto vincono a Treviso, la Juve perde in casa - non lo faceva da due anni - con lo Spezia. Conte grida allo scandalo. Tutta una città si rivolta. Ma non c'è niente da fare. E' serie C1. Poi nel 2010 sarà fallimento.