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Ragazzo down squalificato un mese, l'amarezza del Montagnano

Francesca Muzzi
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Rivolge frase irriguardose all'arbitro e viene squalificato per un mese. Non ci sarebbe niente di strano - succede ogni domenica nei campionati dilettantistici e no - se non fosse che lo squalificato è un ragazzo down. La storia arriva da Montagnano dove la squadra milita in Seconda categoria e a raccontarla è Fabrizio Cuccoli, tifoso prima di tutto e giocatore del Montagnano che insieme a tutti i compagni di squadra e i dirigenti racconta ciò che è successo. Non con rabbia, ma con amarezza. Eccola: "Come ogni persona qualunque, lavoro molto (fortunatamente ho un lavoro) e nel tempo libero faccio parte di una associazione di volontariato che in silenzio cerca di aiutare chi sta peggio. Tra i vari passatempi che ho, sono nel Montagnano Calcio, squadra di seconda categoria. La squadra di di Montagnano è una realtà che è espressione della comunità locale, dove tutti i giocatori, eccetto 3 o 4 , abitano nel paese. E' una famiglia dove tutti fanno qualcosa per la squadra e la comunità: dal prete che ci sta vicini e mette a disposizione l'oratorio, a tutti quelli che si danno da fare per la famosa Sagra della Nana il cui ricavato va alla chiesa locale e marginalmente alla squadra di calcio per le spese che si devono sostenere. Il calcio da noi ha anche una funzione sociale: si aiuta chi ha bisogno. Si aiuta il senzatetto, che ha difficoltà a sbarcare il lunario dandogli un alloggio e del cibo e che magari ci ripaga apparecchiando e sparecchiando ai pranzi domenicali. Ma a Montagnano, su tutti, c'è una persona speciale, a cui tutto voglio un bene dell'anima. E' una persona che ha poco più di 40 anni, ed è in assoluto la mascotte del paese. Il suo nome è Giuliano. E' un ragazzo down ed è buono e privo di malizia come solo i ragazzi down sanno essere. E' il primo tifoso della squadra di calcio e figura nell'organigramma societario come dirigente accompagnatore. E' molto fiero del ruolo che ha visto che il calcio e la sua squadra sono le cose a cui più tiene. In dei momenti si sente l'allenatore dandoci consigli tecnici. In dei momenti si sente presidente cercando di motivarci per ottenere una vittoria. In dei momenti invece si addormenta in panchina. Di sicuro e' il più tifoso di tutti. Nel calcio esistono gli avversarsi che voglio batterti e noi vogliamo battere. Avversari che, come il Tegoleto e lo Spoiano quest'anno, ci rendono le domeniche amare o piene di gioia. Avversari che combattiamo ma che alla fine stimiamo e apprezziamo perché magari sono comunque gli amici di una vita che semplicemente giocando con gli altri. Ma poi nel calcio a volte c'è un “avversario” particolare, quell'avversario che è sempre da solo contro tutti: l'arbitro. Per antonomasia l'arbitro fa sempre la cosa sbagliata . Ma l'abitro, che spesso è un ragazzo giovane, nasce come un eroe, visto che si trova solo contro tutti. Qualche anno fa sicuramente le cose erano molto più difficili per le giacchette nere che ogni domenica scendevano nei campi della provincia, ma oggi fortunatamente la cultura è cambiata e trovano molta più collaborazione da parte dei giocatori in campo e dalle società. C'è molto più buonsenso da parte di tutti. Il buonsenso pero' domenica scorsa, per nostra sfortuna, è rimasto a casa da parte di un arbitro fiorentino. Nessuno ha discusso le decisioni tecniche del campo, benché abbiano creato nel momento molto nervosismo, ma basta leggere il bollettino arbitrale dei dilettanti, per vedere che un po' di buon senso il direttore di gara lo poteva avere. Dal bollettino risulta, a sorpresa, che tutti i dirigenti presenti in panchina erano stati squalificati, alcuni apparentemente senza motivo, ma evidentemente l'arbitro ha avuto le sue remote e intime ragioni. Ma la cosa che ha sorpreso tutti è stata la squalifica per un mese a Giuliano che domenica, come tutte le domeniche, era in panchina. Giuliano avrebbe rivolto frasi irriguardose rivolte al direttore di gara. Giuliano a volte una parola all'arbitro la dice, ma è uno che dopo che ti ha brontolato ti abbraccia. Domenica scorsa reputiamo al quanto improbabile che possa aver rivolto frasi irriguardose all'arbitro , visto che ha difficoltà a muoversi e quando l'arbitro era prossimo agli spogliatoi lui ancora era lontano nel campo. Fermamente ribadiamo che nessuno discute l'arbitro, che e' libero di fare quello che ritiene sia secondo lui corretto, e il suo giudizio è insindacabile, ma qualora avesse anche sentito una parola di troppo provenire dalla panchina, forse, rispetto a un ragazzo down come Giuliano, avrebbe potuto usare quanto meno un po' di sano e salutare buonsenso. Risulterà al quanto difficile poter spiegare a Giuliano che per un mese dovrà stare lontano dal campo. Ma evidentemente non tutti, nel calcio e nella vita, la pensiamo allo stesso modo. A noi quello che è successo dispiace molto e ci ha riempito di amarezza".