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Carboni: "Io aretino a Siena. Ecco il mio derby"

Francesca Muzzi
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E' sempre stato ad un passo dalla panchina dell'Arezzo, ma quel passo non c'è mai stato. Almeno finora. E così Guido Carboni si deve accontentare di tornare in quello stadio che però lo ha visto giocatore con la maglia amaranto, solo da avversario. E' già stato così con il Pisa, con il Bari e domenica 3 aprile lo sarà ancora di più. Al Comunale ci arriva con il Siena e basta questo perchè il derby sia per Carboni una storia a sé. Un derby nel derby. Da una parte la sua città dove vive e dove non nasconde che un giorno ci vorrebbe anche lavorare e dall'altra Siena la città del Palio che lo ha adottato dal dicembre scorso. Non è però un bel periodo per Carboni e per i bianconeri. I tifosi contestano la squadra, la poca voglia e i risultati che non arrivano. E contestano anche l'allenatore. Gli dicono “aretino...” e poi via discorrendo. “Pubblico esigente”, sottolinea Carboni. “Non so come mi accoglieranno i tifosi aretini. Penso che dovunque mi giro (e ci ride su ndr), mi offendono. A Siena per un verso, ad Arezzo per l'altro”. Su Capuano dice: “Ci siamo scontrati tantissime volte. Quelle che ricordo di più quando io allenavo l'Olbia e lui la Nocerina e quando io ero a Viterbo e lui a Sora. Mi ricordo proprio una dura litigata durante Viterbese-Sora per una palla che sembrava fuori, ma che invece non lo era. E ricordo che dopo un Nocerina-Olbia (serie C2 2002-2003 ndr), dove la Nocerina appunto perse (2-0 ndr), Capuano dopo qualche giorno, rassegnò le dimissioni”. E sul derby: “Una partita difficile almeno per quanto ci riguarda. L'Arezzo è una squadra molto solida e non credo che sarà facile scardinare il suo potenziale. Per quanto mi riguarda sono un aretino che allena il Siena. Un conflitto praticamente. Ma in campo devo dare il massimo per la mia squadra. E quindi Arezzo ti voglio bene, ma domenica farò di tutto per portarti via i tre punti”.