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Brava Giulia! Campionessa italiana di tennis in carrozzina

Giulia Capocci

Francesca Muzzi
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La resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva ad eventi negativi. Nello sport aretino, un eccezionale esempio di resilienza è arrivato da Giulia Capocci, una promessa del tennis valdarnese la cui carriera è stata bloccata da una malattia ma che, anziché demoralizzarsi, ha iniziato a giocare su una carrozzina e ha rapidamente scalato il ranking italiano e mondiale. Arrivando dopo nemmeno dieci mesi di attività a festeggiare un doppio scudetto ai suoi primi Campionati Italiani Assoluti di tennis in carrozzina. Classe 1992, l'atleta montevarchina gioca con i colori del Ct Giotto ed è quotidianamente allenata dai tecnici del circolo Giacomo Grazi ed Ester Baschirotto, coordinati dal direttore generale Jacopo Bramanti e in collaborazione con l'intero staff di via Viani. E Giulia dedica proprio a loro e ai suoi genitori i due titoli italiani conquistati sui campi del Tc Monviso di Torino. «I Campionati Italiani - racconta Giulia, - rappresentavano il definitivo banco di prova per dimostrare la bontà del lavoro svolto negli ultimi mesi. Nella finale del singolo contro Marianna Lauro, la tennista numero 1 nel ranking tricolore che rappresenterà l'Italia alle Para-Olimpiadi di Rio de Janeiro, ho inizialmente subito la mia avversaria per la pressione emotiva e per la stanchezza dei tanti impegni degli ultimi mesi, perdendo il primo set per 6-0. Un passivo tanto severo mi ha scosso e mi ha spinto a mettere in campo tutta la mia grinta, ribaltando il punteggio e imponendomi nei due set successivi per 6-4 e 6-3». «Quando l'arbitro - dice Giulia - ha detto "game, set, match" dopo il punto decisivo e ha decretato il mio successo ho iniziato a gridare e a sfogare tutta la mia gioia. In dieci mesi di attività sono riuscita a laurearmi campionessa italiana, raggiungendo un sogno che alla vigilia credevo quasi impossibile: dedico lo scudetto al Giotto, ai miei maestri e ai miei genitori».