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Mandò: "Senza defibrillatori la struttura sportiva chiude"

Massimo Mandò

Francesca Muzzi
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Una recente legge regionale ha obbligato tutti gli impianti sportivi della Toscana a dotarsi di un defibrillatore. In provincia di Arezzo c'è chi ha fatto molto di più, la società calcistica dell'Ambra, che ha deciso di affiancare l'acquisto di questo strumento all'organizzazione di un vero e proprio corso di formazione che coinvolgerà oggi tutto il suo organico, dai giocatori ai dirigenti. A cosa serve, infatti, avere un defibrillatore se nessuno lo sa usare in caso di episodi di arresto cardiaco? Un'iniziativa del genere è la prima volta che viene organizzata sul territorio regionale e, di conseguenza, deve rappresentare un modus operandi che dovrà essere ora sposato anche da tutte le altre società sportive. Ad augurarselo è il dottor Massimo Mandò, direttore del Dipartimento di Emergenza Urgenza e direttore della Centrale operativa del 118 ed Emergenza Territoriale. "È bello pensare che un'intera squadra, finiti gli allenamenti, vada in aula per svolgere questo corso - commenta Mandò. - Per quanto riguarda l'acquisto dei defibrillatori ci auguriamo che ogni impianto privato e pubblico si sia messo in regola entro i termini del primo luglio, dal momento che la sua mancanza porta alla chiusura delle strutture". articolo in edicola e on line http://edicola.corrierediarezzo.it/corriere/books/160818arezzo/#/1/