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Cgil e Sunia su amianto via Malpighi: "Comune, Arezzo Casa e Regione. Che volete fare?"

Francesca Muzzi
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Le parole volano, l'amianto resta. Cgil e Sunia hanno scritto una lettera al Sindaco di Arezzo e al Presidente di Arezzo Casa chiedendo lumi sul futuro di via Malpighi. Ricordano che dopo la riunione istituzionale del 15 novembre, è chiaro solo chi non interverrà ma nulla è dato sapere su chi rimuoverà l'amianto. I Segretari provinciali di Cgil e Sunia, Alessandro Mugnai e Fabio Buricchi, citano la frase dell'assessore regionale Ceccarelli: “il problema sorto ad Arezzo riguarda il proprietario dell'immobile, ovvero il Comune, i privati proprietari di 6 appartamenti e il gestore Arezzo Casa. La Regione, per quanto attiene alle sue competenze, non si occupa di manutenzione degli immobili, pur mettendo annualmente a disposizione dei soggetti gestori risorse da destinare ad interventi di ripristino, cosa che è accaduta anche quest'anno per Arezzo”. E aggiungono: "se la Regione si chiama fuori, allora chiediamo a Ghinelli e Dindalini cosa intendono fare, visto che l'amianto non si smaltisce da solo e che adesso scopriamo che non è solo nel tetto ma anche nei muri interni delle abitazioni". Nelle relazioni Usl si parla della segnalazione di presenze di pannelli isolanti in "cartone amianto" dei quali, però, non esistono schede tecniche. "Vorremmo quindi sapere se qualcuno, a cominciare da Arezzo Casa, sa dove siano questi pannelli, tenendo conto che la stessa Usl precisa che "il rischio contenuto dal cartone amianto è da ritenersi alto anche per contenuti percentuali limitati di amianto". Cgil e Sunia chiedono quindi a Comune di Arezzo e ad Arezzo Casa impegni precisi in merito alla rimozione dell'amianto, dovunque esso sia collocato. “Noi e le famiglie che vivono in via Malpighi vorremo che questa operazione venisse avviata e portata a termine nel più breve tempo possibile. I tre anni indicati dalla Usl rappresentano, a nostro parere, un tempo molto lungo e, comunque, massimo che non può essere interpretato come il tempo da far trascorrere prima dell'intervento”. Mugnai e Buricchi precisano infine il ruolo della Regione: “prendiamo atto della divisione delle competenze ma ci domandiamo, comunque, se i 100 milioni annunciati siano realmente e immediatamente spendibili. E vorremmo avere una conferma ufficiale in proposito. Inoltre ci domandiamo quale sia l'impatto reale di questa cifra sul patrimonio di edilizia popolare in Toscana. Abbiamo immobili che sono frutto delle strategie amministrative degli anni settanta e ottanta, spesso realizzati con forti economie che hanno lasciato spazio non solo all'amianto ma anche a strutture murarie e impiantistiche sempre più deteriorate. E questo anche in considerazione degli insufficienti interventi di manutenzione”. La preoccupazione di Cgil e Sunia è che la rigida divisione delle competenze e la carenza di risorse finanziarie conducano inevitabilmente le case popolari verso il degrado irreversibile.